Mario Pagliaro's Newsletter, 9 Novembre 2013:

Il fotovoltaico? Conviene più di prima

Sommario
Il fotovoltaico ha raggiunto e superato la grid-parity. Le imprese del solare devono far scendere i prezzi e moltiplicare il mercato.
Molti si chiedono se, dopo la fine degli incentivi statali, in Italia e in Sicilia convenga ancora far installare un impianto fotovoltaico sul tetto di casa o in azienda.

In realtà conviene anche più di prima.

Fino al 31 dicembre di quest'anno (e fino al 30 giugno 2014 per i condomini) il 50% delle spese sostenute installare l'impianto si portano in detrazione fiscale su 10 anni.

L'energia autoconsumata quando siete a casa, semplicemente, si sottrae a quella che avreste comperato dalla rete.

Quella prodotta e non consumata quando siete al lavoro o in vacanza -- che non si perde, ovviamente, ma viene immessa in rete -- viene scambiata con quella della rete che prelevate quando l'impianto non produce a sufficienza; seppure lo scambio sul posto non avvenga più alla pari: ovvero 1 kWh immesso in rete = 1 kWh prelevato dalla rete.

Gli elettrofornitori, infatti, versano in una crisi pesantissima dovuta proprio ai 18 GW (gigawatt) di potenza fotovoltaica installati in Italia: che hanno fatto crollare il prezzo dell'energia elettrica sul Mercato del Giorno Prima (l'IPEX).

Gli elettrici hanno fatto dunque pressione sulle autorità perché lo scambio sul posto venisse limitato il più possibile.

Dunque, maggiore la percentuale di energia autoconsumata, maggiore il vantaggio economico.

Ed ecco perché sono subito arrivati sul mercato gli ondulatori (inverter) con batteria che permettono di accumulare l'energia fotovoltaica prodotta quando non siete a casa, per rendervela disponibile la sera, e massimizzare così l'autoconsumo neutralizzando l'attività di lobbying delle utilities elettriche.

Solo fino a dicembre?

Allora, la convenienza durerà fino al 31 dicembre, e poi basta?

No. Perchè da tempo ormai l'energia elettrica prodotta dal sole costa molto meno di quella che ci vendono a casa dopo averla prodotta bruciando i combustibili.

Il recente accordo fra Commissione europea e Governo cinese fissa a poco più di 50 centesimi di euro al Watt il prezzo minimo dei pannelli solari cinesi.

Abbattere i prezzi e moltiplicare il mercato

Oggi un impianto da 3 kW (chilowatt) viene venduto ad un prezzo medio «chiavi in mano» di 6mila euro.

Ma anche includendo il costo dell`ondulatore (mille euro), quello degli altri componenti elettrici, del lavoro e degli oneri fiscali e pensionistici, questo significa che le imprese di installazione applicano un ricarico di 3 volte sul prezzo d'acquisto dei pannelli, che nel peggiore dei casi pagano 80 centesimi di euro al Watt.

E’ dunque evidente come sia molto ampio il margine per una ulteriore, e drastica, discesa dei prezzi.

Ed eccola, la strategia per le imprese del solare che intendono continuare a lavorare dopo la fine dei favolosi incentivi.

Continuare a ridurre i prezzi in modo da far moltiplicare per dieci la domanda attuale in modo da solarizzare progressivamente tutti gli edifici: domestici, agricoli, industriali e commerciali.

Una strategia semplice, e conveniente, tanto per le aziende che per le famiglie.

Per saperne di più

Il Master ClimAbita Sicilia del Polo Fotovoltaico della Sicilia.


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