Terza Ondata di Mario Pagliaro, 12 settembre, 2007:

Vernici siciliane verdi e stimate

“Alle statistiche – insiste il grande economista d’impresa Marco Vitale – io non ci credo. Quello che facevo per capire l’Italia quando lavoravo come consulente, era prendere la bicicletta e andarmene in giro a vedere personalmente come cambiava il Paese”.

E una simile sensazione di ignoranza la proverà chi, siciliano, si avvicini a Partanna di Sicilia e ritrovi quel gran colorificio ormai trentennale.
Come ha dovuto ammettere il mese scorso a Bruxelles lo stupito impiegato della Commissione europea intento ad aggiornare il sito web del sistema di certificazione ambientale dei prodotti comunitari, quella pittura lavabile agli oli naturali chiamate Idronatura e Smalnatura sono proprio prodotte in Sicilia, di fronte al Mar d’Africa.

Dagli estratti degli agrumi, e in particolare dalle scorze di arancia, l’azienda infatti ottiene per estrazione dei composti chiamati “terpeni” che si distinguono dai solventi di origine petrolchimica per il basso impatto ambientale tanto nell’uso che nello smaltimento.

E i terpeni altro non sono che gli idrocarburi naturali alla base di quasi tutti i profumi commerciali. Il terpene di arancio, in particolare, ha una bassissima tossicità e a differenza dei solventi industriali non è dannoso per lo strato di ozono. Da buon composto naturale, è completamente biodegradabile ed è un eccellente solvente per i colori che il colorificio vi aggiunge per creare le sue linee di pittura. Risultato, l’azienda è conosciuta e stimata a livello internazionale dove vende le proprie vernici; dà lavoro a un centinaio di persone; e contribuisce a smaltire le arance che i produttori siciliani non riescono a vendere sul mercato globale. Cioè – ancora una volta – produrre prodotti e servizi amici dell’ambiente ci arricchisce; ci procura la stima degli altri; e arricchisce il territorio dove sorge l’azienda.

Il fatto poi che l’azienda in questione sia più conosciuta fuori dalla Sicilia che dagli stessi siciliani, ci riporta all’esigenza messa in luce da Vitale. Che è la stessa intuita da Peppino De Rita. Per redigere il formidabile Rapporto con cui ogni anno il suo Censis ci racconta l’Italia, De Rita chiede ai suoi ricercatori di andarsene, appunto, in giro per l’Italia a vedere, ascoltare e fotografare.

Quando rientrano in sede, poi, è lui a fare la formidabile sintesi. La conoscenza del sociale, però, nasce dalla sua esperienza diretta. E questa, prima di ogni altra, è la carenza più grande del nostro sistema di educazione universitario che dobbiamo risolvere.

E’ la comunità scientifica infatti che ha il compito di veicolare presso il corpo sociale i vantaggi e le opportunità dell’ecologia applicata all’industria. E il modo migliore di farlo, ancora una volta, non è attraverso noiose presentazioni pubbliche: ma attraverso le storie e gli esempi concreti. Raccontare le difficoltà incontrate e poi i successi.

In questo modo formeremo i giovani che saranno attratti da uno stile nuovo; e che avranno poi il compito di realizzare e far conoscere innovazioni come quella del colorificio siciliano. Perché la costruzione del nuovo inizia adesso, e le opportunità sono immense anche in Sicilia.

Per saperne di più

 Il corso L'impresa sostenibile. Questo articolo di Mario Pagliaro è stato pubblicato il 12 settembre 2007 da Il Quotidiano di Sicilia.


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