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Sommario:
La riforma del CNR sta per consolidarsi con la selezione in corso dei direttori dei nuovi Istituti del CNR. La Chimica -- la scienza naturale che ha generato la più grande ed importante industria di tutti i Paesi industriali -- è il settore in cui il CNR è più presente: ben 57 Organi fra Istituti e Centri che sono stati accorpati fra loro in poco più di 10 Istituti. Su questo ed altro, ho voluto sentire il Dr. Claudio Bianchini, direttore dell’ISSECC di Firenze che nel 2000 ha rilasciato una lunga intervista a Nature sull'evoluzione della ricerca chimica e le relazioni fra ricerca pubblica ed industria chimica.
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Sei contento di avere scelto il CNR piuttosto che l’Università? E
perché?
Che idea ti sei fatto della riforma del CNR e come
la vive il tuo Istituto? |
E’ mancato, certo, quasi del tutto un vero dibattito prima che la riforma fosse varata. Ma nel complesso, le indicazioni di efficacia e qualità, concentrazione delle risorse, collaborazione internazionale sono valide e andranno realizzate.
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Quello che sarà veramente importante verificare é comprendere bene quale tipo di ricerca il Governo vuole dal CNR: fondamentale, o applicata; questo é un vero, grande punto critico della riforma che dovremo verificare. Cosa ti affascinava da ragazzo e cosa ti affascina oggi della Chimica?
Senti, per il noto critico Claudio Isotta “una quinta elementare di 30
anni fa vale un laureato in Lettere di oggi”. Tu sei d’accordo nel constatare un
simile regresso nel livello odierno dei laureati? Pensi che nel tuo lavoro di Direttore, una migliore formazione manageriale ti avrebbe aiutato? Sicuramente. Questa è un’esigenza evidente cui non si è mai data risposta. Tutta la competenza manageriale la si acquisisce ‘on-the-job’, lavorandoci cioè, e non è qualcosa di cui si possa fare a meno. Dirigere un Istituto di ricerca del CNR significa conoscere regolamenti e leggi ed aggiornarsi con frequenza. E questo lo abbiamo fatto essenzialmente da soli. Nel tuo Istituto lavora Carlo
Mealli, padre del software CACAO (Computer Aided Composition of
Atomic Orbitals). Pensi che la Chimica computazionale cambierà la Chimica
come la conosciamo oggi? Internet e la telematica hanno veramente cambiato il tuo lavoro?
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Quali sono per te le più grandi carenze del CNR?
Ci portiamo
dietro carenze sia sostanziali che formali. Il problema più
grande è forse l’obsolescenza e il deperimento delle risorse tecnologiche
dedicate alla ricerca, specie delle grandi strumentazioni che oggi sono
necessarie anche nella ricerca chimica. Qui utilizziamo ancora un diffrattometro
di 30 anni fa e uno spettrometro NMR che di anni ne ha 18. Considerando un tasso
di ammortamento annuo del 20% annuo, questa strumentazione è ormai priva di
valore di mercato e non esistono meccanismi compensativi. E poi c’è il
problema cronico dell’età avanzata del personale addetto alla ricerca che voi
al Sud avete cominciato a risolvere con le nuove assunzioni del Progetto
Mezzogiorno e che qui stiamo incominciando ad affrontare.
Ma naturalmente, come sai, il problema è legato alla limitatezza delle risorse dedicate dallo Stato alla ricerca: noi, di fatto, possiamo continuare a lavorare grazie alle relazioni con l’industria. Infine c’è l’annosa questione dei contratti d’opera per assumere borsisti. Dobbiamo fare autentiche acrobazie giuridiche per pagare i giovani ricercatori con i fondi che otteniamo dai contratti esterni, specialmente dai contratti europei, a causa della disomogeneità tra il sistema fiscale italiano e quello che la Commissione Europea pretende; e questa dell’arretratezza giuridica è una questione che la riforma dovrà realmente risolvere. C'e' comunque da dire che ultimamente si sono avuti segnali positivi a questo riguardo.
Sei pentito di non aver lasciato l’Italia? E cosa ti auguri per
l’Istituto?
Sono quello che sono per essere cresciuto a lavorato nella
mia Città ed in questo Paese: con le persone che fanno parte della mia
esistenza. Non sono affatto pentito di non aver lasciato l’Italia dove lavoro
con piacere e con orgoglio. Per l’Istituto, come ti ho detto, auspico che la
riforma possa essere l’occasione di affrontare i problemi appena visti e che
ci conduca realmente a una migliore qualità della ricerca chimica: ce n’è
veramente un grande bisogno.
La collaborazione con l’industria: come va e come la vedi?
Va
bene e dovrà crescere nell’ottica del reciproco beneficio. Nel nostro caso,
va bene da tanto tempo. Ti do qualche cifra: abbiamo un contratto con Enichem per ricerche sulla
polimerizzazione, oligomerizzazione e copolimerizzazione di alfa-olefine e dieni;
con BASF per la produzione di fosfiti e
fosfati da fosforo bianco (una forma elementare del fosforo, NdA) con la Argus Chemicals per analisi chimiche NMR,
con la CHEMI S.p.A. per catalizzatori
eterogenei di riduzione. Ma non abbiamo solo relazioni con l’industria.
Abbiamo un contratto con il Ministero dell’Ambiente per studi sull’inquinamento
ambientale da metalli pesanti. E poi sono coordinatore di un´Azione COST che finanzia
viaggi, incontri e brevi soggiorni di ricerca con risorse comunitarie, e di un
network europeo (RTN) che comprende, oltre all’impresa Waste Recycling, partner accademici in
Francia, Regno Unito, Germania, Spagna, Belgio e Italia.
Direttore, tu sei stato chiamato molto giovane alla guida del Tuo
Istituto; Shakespeare (Giulio Cesare, II.i) scrive che: "L’esperienza
comune prova, che l’umiltà è la scala di una giovane ambizione, cui tiene
fisso il volto chi sale; ma, come abbia raggiunto l’ultimo gradino, volta egli
allora le spalle alla scala e rimira le nubi, spregiando i gradini più bassi
ond’egli è asceso”. Per esperienza, sei d´accordo nel constatare anche nel
campo della ricerca la verità del Bardo?
Nel mio caso non si adatta
"la verità del bardo", anche se spesso la piaggeria di alcuni
collaboratori può indurre alla superbia ed alla prosopopea. In ogni caso, credo
che i ricercatori "non docenti", non essendo abituati a trovarsi di
fronte ad una platea di giovani bocche ed orecchie aperte di fronte allo stupore
di nuove conoscenze, ma rimanendo essi stessi ogni giorno a bocca aperta di
fronte ai misteri della natura, siano immuni dalla superbia del cattedratico.
E la carriera? Come sai bene, sul mondo della ricerca é diffusa la
convinzione che valgano di piú le appartenenze che il valore individuale; ed é
abbastanza impressionante il numero di scienziati italiani che hanno lasciato
l´Italia. Ritieni che il nuovo processo di selezione dei nuovi Direttori degli
Istituti (esplicitamente rivolto ai grandi ricercatori italiani all´estero) e i
nuovi meccanismi di selezione e progressione di carriera dei ricercatori,
cambieranno le cose almeno al CNR?
Non credo che il semplice accorpamento
di Organi CNR possa influenzare più di tanto il sistema di valutazione dei
risultati scientifici. Viviamo in una società che non crede o fa solo
finta di credere all'importanza della ricerca scientifica. Non ci rendiamo conto
di quanto la nostra esistenza ed il nostro futuro siano minacciati da un
costante deperimento delle nostre istituzioni scientifiche e della nostra
capacità di scoprire e capire i fenomeni naturali. Non sempre, anzi quasi
mai, i migliori (o meglio i più adatti) assurgono alle posizioni di controllo ed
indirizzo della ricerca scientifica. Abbiamo assistito ad una campagna
elettorale dove i candidati si sono affannati a dichiarare il loro impegno per
salvare il grasso di colonnata, ma non hanno speso una parola (a parte un
peone di cui, non mi ricordo il nome, dello SDI) per spiegare al pubblico
il loro futuro impegno per rafforzare la cultura scientifica nel Paese.
Infine una domanda sulla Sicilia dove tu hai casa e passi le tue vacanze
al mare: pensi che il Sud ce la farà a lasciarsi alle spalle il sottosviluppo
economico e civile?
Ce la state già facendo. Passo le vacanze alla isole
Eolie da molti anni e ho visto e realizzato personalmente la portata del
cambiamento che è ormai in corso e che si consoliderà con questa integrazione
europea e con la globalizzazione che riguardano voi come noi nel
resto d’Italia. Vivo a Firenze, ma vivrei volentieri a Palermo: trovo che sia
una città ricchissima di storia, spazi e cose da fare. E come Palermo molte
altre città del Sud sono tanto ricche quanto poco conosciute nel resto del
Paese. Ce la farete.
Questa intervista è stata completata nel giugno 2001 ed appare anche sul numero di Settembre della rivista Hamlet dell'Associazione Italiana Direzione del Personale che ringrazio vivamente nella persona del Dr. Marco Minghetti. Toscano, 51 anni, il Dr. Claudio Bianchini è uno dei più importanti chimici italiani. E' direttore dell’Istituto per lo Studio della Stereochimica e l’Energetica dei composti di Coordinazione del CNR (ISSECC, Firenze, che si trasforma in Istituto di Chimica dei Composti Organometallici). Dopo la laurea in Chimica a Firenze, ha lavorato brevemente in un’industria farmaceutica toscana dove ha contribuito allo sviluppo di farmaci che hanno avuto un grande successo commerciale. Al CNR, ha poi concepito innovazioni fondamentali nella catalisi omogenea ed eterogenea, particolarmente nel settore della copolimerizzazine di olefine con monossido di carbonio.
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