Primi frutti della collaborazione fra Cnr e Soprintendenza del Mare della Sicilia

Lingotti romani di Cartagena in Sicilia

PALERMO (20/12/07)  – Provengono dalla regione di Cartagena, nel sudest della Spagna, i 13 lingotti romani in piombo scoperti in Sicilia nell'estate 2006 nel mare antistante Capo Passero di Siracusa dalla Soprintendenza del Mare della Sicilia.

E la loro produzione ad opera dei Romani risale agli anni intorno al 38 avanti Cristo. "Le analisi epigrafiche e quelle isotopiche concordano nell'attribuzione -- dice l'archeologo della Soprintendenza del Mare della Sicilia Philippe Tisseyre --. In piena guerra civile i Romani conducevano il commercio del piombo esteso all'intero mediterraneo".

Lingotto romano ritrovato a Capo Passero di Siracusa nel settembre 2006

La datazione dei reperti al 38 a.C. effettuata attraverso lo studio epigrafico è stata confermata dalle indagini isotopiche condotte da Mario Pagliaro dell’Istituto per lo studio dei materiali nanostrutturati (Ismn) del Cnr di Palermo, in collaborazione con i colleghi di Venezia dell’Istituto per la dinamica dei processi ambientali (Idpa) del Cnr.

I Romani conducevano il commercio del piombo in tutto il Mediterraneo. Nella sola regione di Rio Tinto, vicino Cartagena, dal 150 al 50 a.C. furono estratte enormi quantità di metallo che serviva per realizzare costruzioni, condutture idriche, stoviglie, monete, statue e ogni genere di manufatti. La regione di Cartagena, nel sud-est della Spagna, è nota alle civiltà del Mediterraneo per le miniere di galena, minerale da cui si ricava il metallo.

Dopo aver estratto la galena, un minerale di piombo con alto contenuto d'argento, una prima fusione dava come risultato un prodotto in cui entrambi i metalli, argento e piombo, erano mischiati. Una seconda operazione, la coppellazione, separava l'argento dal piombo che veniva poi ottenuto in lingotti. Nel processo si generavano particelle di piombo volatile che migrando nell’aria raggiungevano altre aree geografiche, come la Groenlandia dove dieci anni fa un team di studiosi americani attraverso il carotaggio del suolo ha potuto rintracciarle e datarle.

"E' sorprendente – dice il chimico del Cnr Mario Pagliaroche nella sola regione di Rio Tinto dal 150 al 50 avanti Cristo i Romani abbiano estratto talmente tanto minerale di piombo che il 70% del piombo che contaminò in quegli anni la Groenlandia deriva proprio da quelle produzioni che ora ritroviamo in Sicilia".

Ulteriori informazioni:
Dr. Philippe Tisseyre (Soprintendenza del Mare)
tel: 320 360 71 86; E-mail: philippe.tisseyre@regione.sicilia.it  
Dr. Mario Pagliaro (Cnr)
Tel: 091 680 93 70; E-mail: mario.pagliaro@ismn.cnr.it

L'articolo: Philippe Tisseyre, Sebastiano Tusa, Warren R. L. Cairns, Foscarina Selvaggio Bottacin, Carlo Barbante, Rosaria Ciriminna, Mario Pagliaro, The lead ingots of Capo Passero: Roman global Mediterranean trade, Oxford Journal of Archaeology (2008). In press


Vai alle Informazioni per la stampa