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Palermo e Borgo S. Martino Cerveteri, 2 luglio 2003
- Echeggiano quelle di Giulio Tremonti che recentemente
sottolineava a Palermo l'inopportunità dell'applicazione del libero mercato alle
aviolinee («sono come gli skilift, le loro perdite garantiscono comunque
utili al sistema»), le parole dell’esperto energetico
Alex Sorokin di
Interenergy e di Mario Pagliaro del Consiglio nazionale delle ricerche
che svelano una delle concause meno note dei blackout energetici registrati in
questi giorni in Italia.
«A mancare – spiegano – sono le centrali capaci di generare energia di 'punta' e non tanto quelle di 'base'. E queste mancano perché sono poco convenienti economicamente, per cui – in un mercato elettrico in fase di liberalizzazione come quello italiano – gli operatori non se ne dotano: esattamente com'è avvenuto due anni fa in California. L’uso crescente dei condizionatori d’aria ha fatto aumentare la 'punta' di domanda elettrica, che si verifica nelle ore calde delle giornate estive (oppure nelle ore più fredde in inverno).
Le centrali usate per coprire la 'punta' nella domanda elettrica sono diverse dalle normali centrali ‘di base’ che producono energia in tutte le ore, tutti giorni e per tutto l’anno. Le centrali nucleari, oppure le centrali a ciclo combinato di cui si parla tanto in questi giorni sono centrali di base poco idonee per coprire la punta. Le centrali di punta sono generalmente idroelettriche di bacino (ma al momento l’acqua nei bacini scarseggia) oppure gruppi turbogas puri (da non confondere con i cicli combinati) che utilizzano praticamente le stesse turbine che fanno volare gli aerei intercontinentali: quando il picco della domanda aumenta, entrano in funzione rapidamente e per poche ore in modo da soddisfare un bisogno straordinario come quello dettato dagli usi di massa dei condizionatori dovuto al gran caldo italiano di questi giorni.
Ma proprio perché le centrali di
punta restano fermi la maggior parte del tempo e lavorano solo poche ore l’anno
– spiegano ancora Sorokin e Pagliaro – l’investimento richiesto per la loro
realizzazione rende molto costosa la poca energia generata da queste centrali.
Pertanto, sul mercato libero, se non sostenute da una adeguata regolamentazione,
le centrali di punta non possono competere con le normali centrali di base e
nessun operatore le vuole più realizzare e mantenere in servizio.
E poco si discute anche delle altre opzioni che potrebbero aiutare a risolvere il problema, come la generazione distribuita, la micro-cogenerazione e trigenerazione diffusa, le turbine eoliche, oppure l’energia solare (ideale per coprire il fabbisogno del condizionamento estivo), l’efficienza energetica oppure il DSM (gestione della domanda) attraverso meccanismi tariffari, che (come nella telefonia cellulare) applicano prezzi alti durante i momenti di maggiore domanda elettrica, e forti sconti durante la notte e nelle ore di minore consumo”.
Progettista e consulente energetico italiano in svariati Paesi con la società InterEnergy, Alex Sorokin ha è intervenuto recentemente al Cnr di Palermo presso la Scuola di formazione manageriale nota come “Quality College del Cnr”, fondata da Pagliaro.
Per informazioni:
Ing.Alex Sorokin
E-mail: sorokin@interenergy.it
Tel.06 99 20 69 27
Ulteriori informazioni:
Dr. Mario Pagliaro - Cnr
Tel: 091 680 93 70
E-mail: mario.pagliaro@gmail.com
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