|
qualitas1998.net
|
| Cerca |
|
MILANO e
PALERMO (8/4/08) – Sono entrati in commercio
con grande successo in tutto il mondo i nuovi cementi “verdi” e ad alte
prestazioni ottenuti utilizzando come additivo del cemento la glicerina
grezza ottenuta come scarto nella produzione del biodiesel.
Gli additivi in questione sono prodotti da oltre un anno in Europa da una multinazionale della chimica americana alla quale è stata trasferita la tecnologia scoperta nei Laboratori di Michele Rossi di Università di Milano e Mario Pagliaro al Cnr di Palermo. |
|
Aggiunta al cemento, la bio-glicerina migliora in
modo significativo la resistenza del calcestruzzo alla compressione e
alla spaccatura dovuta agli agenti climatici; mentre abbatte del 10% gli
ingenti costi dell’elettricità richiesta per la frantumazione del clinker
(il precursore del cemento).
«L’uso della glicerina grezza nei cementi -- dicono Rossi e Pagliaro -- dà un importante contributo a diminuire l’impatto ambientale della produzione del cemento, vista l’enorme quantità di cementi prodotti ogni anno nel mondo. E ne dà un altro altrettanto rilevante dal punto di vista economico e industriale viste, da un lato, l’importanza dei cementi ad alta resistenza e la riduzione dei consumi energetici nella loro produzione; e, dall’altro, l’enorme surplus globale di glicerina dovuto alla crescente produzione di biodiesel». Ogni 100 kg di biodiesel infatti si ottengono 10 kg di glicerina grezza che accumulandosi in tutto il mondo ha causato il crollo del prezzo di questa sostanza innocua per la salute e per l’ambiente, che ha oltre 1.500 applicazioni industriali nei più svariati settori. La commercializzazione della tecnologia (brevettata dall’Università di Milano) è iniziata in Europa dopo un test negli USA durante la crisi prodotta dall’uragano Kathrina nel 2005, quando cessò per settimane l’approvvigionamento di glicole etilenico. La bio-glicerina sostituisce infatti con una sostanza rinnovabile gli additivi tradizionali del cemento ottenuti dal petrolio come il glicole etilenico. Il risultato è un prodotto migliore privo di sostanze potenzialmente inquinanti, secondo il nuovo approccio alla chimica noto come green chemistry. La scoperta è ampiamente descritta nel volume The Future of Glycerol scritto da Pagliaro e Rossi che esce oggi a Cambridge (Regno Unito) per i tipi della Royal Society of Chemistry. Michele Rossi a Milano e Mario Pagliaro a Palermo coordinano le attività di due Gruppi di ricerca fortemente internazionalizzati dove sono state sviluppate tecnologie chimiche innovative trasferite all’industria. Il biodiesel è un combustibile derivato chimicamente da oli vegetali la cui produzione, che beneficia di incentivi fiscali come fonte energetica rinnovabile, è in forte aumento in tutto il mondo a causa della crescita del prezzo del gasolio. L'Italia ne è il terzo produttore europeo con 447mila tonnellate nel solo 2007. Nel corso degli ultimi mesi sono già migliaia le tonnellate di glicerina grezza finite nei cementi, inclusa quella prodotta in Italia da rilevanti impianti di produzione del biodiesel. |
Per
quanto possa essere sorpreso, le batterie del suo laptop e del suo iPod,
così come l'antigelo della sua auto, saranno presto basati sulla glicerina, la
stessa sostanza viscosa presente nei migliori saponi. Allo stesso modo, i
cementi ad alte prestazioni commercializzati in tutto il mondo conterranno
innocua glicerina grezza.
Il grande surplus di glicerina ottenuta come sottoprodotto nella produzione del biodiesel ha causato la scoperta di una serie di nuovi processi che utilizzano la glicerina come materia prima.
Il libro The Future of Glycerol di Mario Pagliaro e Michele Rossi che esce oggi per i tipi della RSC Publishing presenta in modo conciso ed aggiornato i numerosi nuovi usi della glicerina come materia prima della nuova industria chimica e come combustibile chimico. I suo lettori includono tanto i tecnologi che i manager dell'industria chimica (e dell'energia) e i loro consulenti.
Mario Pagliaro. Ricercatore al Consiglio nazionale delle ricerche guida a Palermo un Gruppo di ricerca chimica che collabora con ricercatori di 10 Paesi. E' co-autore di svariate decine di pubblicazioni scientifiche internazionali, inclusi alcuni brevetti relativi a tecnologie poi commercializzate; nonché dei libri The Future of Glycerol, Flexible Solar Cells, Lean Banking e Scenario: Qualità. Da un decennio, è anche formatore manageriale, docente alla Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione. Cura una vasta attività culturale e formativa e attualmente coordina l'organizzazione della conferenza internazionale FIGIPAS che nel luglio del 2009 vedrà a Palermo oltre 400 fra i maggiori ricercatori chimici del mondo.
Michele Rossi, Ordinario di chimica inorganica all'Università di Milano insegna chimica agli studenti e ai dottorandi in chimica industriale, e chimica ambientale a quelli di scienze naturali. Laureato a Milano nel 1963, dal 1974 al 1988 è ordinario di chimica inorganica a Bari. Le sue attività di ricerca, spesso premiate, riguardano la catalisi e sono risultate fra l'altro nella scoperta della fissazione chimica dell'azoto. Ha sempre intrattenuto collaborazioni con partner industriali (Liquichimica, Dutral, Montecatini Tecnologie, Lepetit, Sud Chemie MT, Lonza, Edison, De Nora, BASF e Grace) con cui sviluppare concretamente le nuove tecnologie ideate.
Prof. Michele Rossi (Unimi)
Tel: 02 50 31 43 97; E-mail:
michele.rossi@unimi.it
Dr. Mario Pagliaro (Cnr)
Tel: 091 680 93 70; E-mail: mario.pagliaro@ismn.cnr.it
Vai alle Informazioni per la stampa