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PALERMO (18/07/07) -
«La trasparenza e la lotta alla corruzione nella pubblica amministrazione – ha detto il ricercatore
del Cnr e formatore manageriale Mario Pagliaro
nel suo intervento di mercoledì scorso alla Scuola superiore della pubblica
amministrazione – passano per una rifondazione dell'ethos dei funzionari
pubblici. «Le soluzioni tecniche e metodologiche – ha continuato Pagliaro - come il protocollo informatico, il lavoro a flusso e l'applicazione del 'pensiero snello' contenute nell'imminente riforma 'Nicolais' sono certamente importanti. |
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Ma senza una nuova formazione dei dirigenti pubblici,
che ridia ai pubblici dipendenti la consapevolezza culturale dell'importanza
sociale ed economica -- e
quindi politica -- del loro ruolo non riusciremo a realizzare il cambiamento,
pur così necessario. «Chi -- ha chiesto quindi il docente ai corsisti della sede di Acireale della SSPA -- fra gli stessi dipendenti dello Stato, nelle sue articolazioni centrali e periferiche, è consapevole del ruolo di autentica civilizzazione svolto in Italia dalla scuola? Chi sa che sono stati i pubblici dipendenti a progettare e far costruire i 30mila km di strade che hanno reso possibile lo sviluppo economico italiano del dopoguerra? E quale consapevolezza hanno gli stessi dipendenti del Sistema sanitario nazionale dello straordinario ruolo civile e sociale che svolgono dando assistenza gratuita a decine di milioni di persone ogni anno? «Se vogliamo davvero pubbliche amministrazioni efficienti, trasparenti e dotate di nuova efficacia -- ha proseguito il docente siciliano -- dobbiamo ridare ai dipendenti pubblici una consapevolezza culturale piena del loro ruolo sociale attraverso una vera e propria 'battaglia' culturale, fatta di formazione e comunicazione.
«L'immagine dei dipendenti pubblici che viene costruita sui mass media di
proprietà dei gruppi finanziari ed industriali come 'nullafacenti', oltre che
interessata, è controproducente proprio per il mondo produttivo. Da un
lato, le imprese hanno bisogno di una pubblica amministrazione rapida ed
efficace; dall'altro, le stesse imprese hanno necessità di trovare manager e
giovani laureati di alto livello, che certamente non trovano presso le due
università private di management del Paese.
«In caso contrario continueremo a regredire. Perché senza una élite
manageriale giovane, capace ed altamente motivata, nessuno dei grandi progetti
di sviluppo del nostro Paese troverà le 'gambe' in grado di far 'camminare' le
idee e quindi affrontare con successo gli enormi cambiamenti richiesti dalla
globalizzazione». |
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