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PALERMO (27/06/07) - «La sconcertante situazione in Sicilia di questi giorni – dice il ricercatore
del Cnr Mario Pagliaro – con temperature prossime ai 50 gradi,
interruzioni della corrente elettrica e dell'acqua corrente per decine di ore e
gli incendi a ridosso delle abitazioni, ci chiariscono definitivamente che il
problema dei cambiamenti climatici dovuti all'inquinamento dell'atmosfera con
l'anidride carbonica non è per domani; ma è la più urgente questione
socioeconomica e politica dell'oggi.
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«La Sicilia – continua – Pagliaro - deve adottare per prima una strategia
che le consenta di difendersi articolata in 3 azioni precise. 1. Energia solare e uso massivo del metano per la generazione avanzata di energia. 2. Riforestazione sistematica del territorio. 3. Costruzione di nuove linee ferroviarie elettrificate. «La Sicilia è la più grande regione italiana ed ha la più elevata irradiazione
solare, per cui dobbiamo dotarci al più presto delle economiche e robuste
celle solari flessibili di imminente commercializzazione con le quali sarà
possibile ricoprire le superfici esterne ed interne di pressoché qualsiasi
edificio privato e pubblico, e le relative finestre, generando abbondante
elettricità.
«Inoltre, la grande abbondanza di metano, sia estratto in Sicilia che
importato da Libia e Algeria, deve spingerci a riconvertire a gas metano le
centrali termoelettriche siciliane (rendimento del 50% contro il 30% di quelle a
olio combustibile attuali); e a dotare capannoni industriali, supermercati,
ospedali, scuole e uffici pubblici di celle a combustibile per generare
elettricità, freddo e calore con rendimenti del 70% come fanno ad esempio
all'ospedale di Magdeburgo in Germania. |