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Newsletter di Mario Pagliaro, 29 gennaio, 2004:
Sommario:
Il fondatore di Hi-Performance Nello Acampora difende la Pnl e spiega come sia uno strumento formidabile per affrontare con successo il cambiamento.
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Dottor Acampora, Hi-Performance ha formato alcune migliaia di Italiani sui temi dello sviluppo
individuale. Lei pensa che una domanda così clamorosa di questa formazione sia dovuta, in positivo, ad un bisogno di fiducia e di crescita, o piuttosto, in negativo, derivi dall'ansia e dalle paure della società odierna? |
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La ricerca di una migliore qualità di vita si è fatta strada nella scala delle priorità individuali, parallelamente alla conoscenza ed alla diffusione di strumenti e discipline per il benessere e la crescita personale, prima tra tutte la programmazione neurolinguistica (PNL). Nata e già da tempo affermata negli Stati Uniti, questa neuroscienza ha man mano preso piede prima in Europa, e poi in Italia dove sta replicando un andamento simile a quello delle imprese di telefonia mobile: una crescita esponenziale, anche al di là delle stesse previsioni degli operatori di settore. Un altro fattore credo vada ricercato nel timore e nel generale senso di insicurezza che si stanno diffondendo tra le persone, principalmente per il modo inedito con cui i mass-media fanno entrare nelle nostre case gli eventi internazionali. In estrema sintesi quindi, le cause principali dell'aumento della domanda di questo tipo di formazione sono maggior consapevolezza e paura. Due elementi piuttosto destabilizzanti, rispetto ai quali gli strumenti motivazionali e formativi in genere rappresentano un'ottima medicina, tanto più perché
priva di "effetti collaterali". Che sono tantissime. Strumenti e conoscenze che forniscono ad ognuno di noi un vero e proprio "libretto delle istruzioni" per capire e governare il funzionamento di quel meraviglioso computer che è la nostra mente. Un "libretto" il cui uso più consapevole ci permette di migliorare le nostre prestazioni in tutti i settori della vita.
E li ottengono, questi miglioramenti? E se sì, in che percentuale? Ma conta altrettanto la voglia dell'individuo di mettersi in discussione. Come ogni strumento quindi, questi metodi funzionano se vengono applicati nel modo giusto e con costanza. Se li applicano dipende anche dalle modalità didattica dei corsi. |
Mi spiego meglio: il programma di alcuni corsi base sulla comunicazione, sono strutturati in modo da mantenere un margine di "non coinvolgimento" piuttosto ampio per il partecipante, che può anche solo "ascoltare" in modo piuttosto passivo. Un corso come il nostro Public Speaking invece, "costringe" le persone ad esporsi "in prima linea": sostenendo ben 8 interventi di fronte al pubblico degli altri corsisti, ripresi da una telecamera e sotto lo sguardo attento di ben due formatori, che forniscono il loro feedback su punti di forza e aree da migliorare della performance del corsista in pubblico.
In ultima analisi però, l'elemento chiave sta nelle aspettative delle persone: se sono realistiche o meno, profonde o solo di superficie. Lo dico con profonda convinzione e con i
15 anni di esperienza nel mondo della formazione che ho alle spalle: all'inizio dovremmo prendere sempre tutto senza filtri e, soltanto dopo, selezionare gli elementi della formazione che più si adattano alle nostre esigenze e alle nostre attitudini. Ma solo dopo.
"Quando l'allievo è pronto, il maestro appare" recita un proverbio cinese, che mi sembra renda molto bene la nostra realtà, e quella della formazione psicologico-comportamentale in genere.
C'è un'impresa italiana che secondo Lei ha fatto particolare buon uso della PNL in questi anni?
Questa è la domanda più difficile. Perché è difficile, con i tempi che corrono, puntare su un'azienda: mai come in questo periodo si assiste al venir meno, e quasi dall'oggi al domani, di emblemi del successo imprenditoriale, con aziende che si trasformano da oro in piombo. Penso alla
Parmalat, o al recentissimo caso Finmatica... C'è un nome, però, che bene incarna la filosofia della PNL, ed
è
la Ferrari, proprio perché è riuscita a superare i momenti più difficili della sua storia ed i suoi insuccessi, trasformandoli in un periodo di ascesa costante, e proprio grazie alla flessibilità e alla capacità di ristrutturarsi...
E tanto più che il suo azionista, la Fiat, è passata negli stessi anni ai suoi risultati peggiori ed oggi rischia seriamente il fallimento...
Proprio a questo mi riferivo. Montezemolo ed il suo staff hanno compiuto un lavoro straordinario, che denota una comprensione profonda dei principi del cambiamento e, implicitamente, della PNL. Riflessione valida anche nel caso delle compagnie aeree
no frills - penso in particolare alla Ryanair - e alla grande flessibilità dimostrata nel gestire la crisi post-11 settembre. Intendo dire che anche se forse queste realtà aziendali non hanno utilizzato esplicitamente la PNL per affrontare e gestire il momento di difficoltà, è evidente che i
principi della PNL -- e in particolare quello cruciale della flessibilità -- sembrano realizzarsi in modo innato in queste imprese.
Se invece mi chiede di un'azienda italiana che ha basato in modo "conclamato" il proprio sviluppo sulla PNL, le faccio subito il mone della Arroweld, azienda meccanica veneta, e di Mirco Gasparotto, che a 35 anni se ne è ritrovato amministratore delegato. Si trattato di un caso di management buy out: scomparso il proprietario dell'azienda, la vedova ha acconsentito alla vendita dell'impresa ai suoi manager, Gasparotto ed alcuni colleghi, appunto.
Nonostante il settore sia sottoposto ad una fortissima competizione, in questi ultimi anni Arroweld è cresciuta enormemente, realizzando acquisizioni e aumentando notevolmente il fatturato. Gasparotto quindi è un testimonial congruente e coerente dell'eccellenza dell'uso della PNL: si è formato estesamente con
Tony Robbins e dimostra con i fatti quali esiti può portare la formazione con la PNL. Proprio come è successo con lo stesso Tony, che ha acquisito la sua fama di numero uno della formazione motivazionale, prima di tutto visti i risultati conseguiti dalle migliaia di persone da lui formate.
Secondo un rapporto del Cnr americano del 1995 "I fondamenti della PNL... sono una serie di aneddoti e di fatti concatenati che non portano ad alcuna conclusione... La descrizione dei processi biologici fondamentali è piena di errori piccoli ma significativi... e i riferimenti alla letteratura biologica e psicologica sono
obsoleti..." Eppure, centinaia di migliaia di persone in tutto il mondo usano e studiano la PNL: cosa ne pensa?
Bhé credo che lei sappia bene quanto fra scienziati e psicologi non corra buon sangue. E che spesso si vorrebbe non diffondere al grande pubblico determinate conoscenze. Basta ricordare un libro come
"Persuasori occulti" degli anni '50 in cui l'autore, il giornalista Vance
Packard, dimostrava come le case farmaceutiche ed i politici del tempo utilizzassero costantemente svariate tecniche persuasive di cui non volevano che i consumatori e i cittadini venissero al corrente.
Mi pare poi che siano ancora molti a dimenticare che quello che è scienza oggi non lo era ieri, ed anzi era deriso e non accettato. Per quanto io sia di quelli che crede che la verità non sta mai da una parte soltanto: so bene che la PNL non è una panacea.
Come so che, dalla gestione degli stati d'animo alla consapevolezza di sé, i suoi successi sono di importanza cruciale. Lo so perché ne ho verificato personalmente gli effetti e l'efficacia, sia da fruitore: che la usa nel lavoro e nella vita; sia da imprenditore della formazione che la diffonde. Pensi solo a questo:
il nostro comportamento è frutto delle nostre convinzioni. Mi sembra una cosa tanto semplice quanto di portata rivoluzionaria,
se interiorizzata. Perciò le chiedo: se decine di migliaia di persone in tutto il mondo la usano con successo, pensa che si tratti di un fenomeno di suggestione di massa? Rispettando il lavoro di tutti, per primi i suoi Colleghi del Cnr americano, mi sembra che questa volta siano stati poco scientifici.
Il corso di Mario Pagliaro, Crescere ogni giorno: lo sviluppo personale e Programmazione neurolinguistica.
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