Paul - Mario Pagliaro's blog

Wednesday, August 22, 2007

 

L’ambiente è denaro: Non sprechiamolo

[Dalla rubrica Terza Ondata di Mario Pagliaro su Il Quotidiano di Sicilia del 22/8/2007]

Guadagno = ricavi – costi. Il nostro imprenditore del legno quarantenne ricorda gli anni delle elementari e quel “sussidiario” in cui questa equazione era spiegata così bene con l’aiuto delle mele; ma l’idea, oggi, che i suoi guadagni siano decimati da inutili costi ambientali ancora lo trova incredulo.

Eppure, è la stessa persona che ogni giorno, a Bagheria, perde più di un’ora di tempo prezioso nel traffico della litoranea per recarsi al lavoro. Distratto, non si accorge che soltanto la benzina ogni mese gli costi oltre 1000 euro. E quando ogni due mesi riceve l’ennesima bolletta di 10mila euro, si chiede se sia anche questa “colpa dell’euro”; ma di nuovo non pensa che sia possibile fare qualcosa.

Poco più in là, invece l’altra imprenditrice del vino rimira i 140 metri quadri di pannelli solari che si è fatta installare in azienda e con i quali si produce in casa 28mila chilowattora di energia, il 30% del fabbisogno annuale della gigantesca cantina.

Il nostro imprenditore bagherese frequenta un corso avanzato di management e decide dunque di procedere ad abbattere i costi degli sprechi. Tutti gli sprechi: quelli dovuti al consumo dei beni materiali e quelli dell’energia consumata inutilmente.

E così, si accorge che il lavoro lento e pieno di errori significa interi carichi di legno che ogni anno finiscono fra i rifiuti. Ma il lavoro lento e difettoso dipende dal caldo e dal caos che regnano in falegnameria; allora capisce che è venuto il momento di fare ordine. Fa applicare nuovi infissi a tenuta e un sistema ad alta efficienza per condizionare l’aria in estate e in inverno. Al piano non c’è nulla che non sia il pezzo che viene lavorato.

Gli costa 50mila euro; ma adesso il numero di porte, finestre, tavoli e mobili che riescono a produrre in 6 mesi è praticamente raddoppiato. Il personale ha smesso di sbagliare; è puntuale al lavoro ed entusiasta del nuovo ambiente pulito. Lui, finalmente, può dedicarsi come vorrebbe alla cura dei clienti esistenti e alla ricerca di quelli nuovi cui vendere il doppio della merce.

L’acqua calda e parte della corrente elettrica che gli servono adesso se li produce in casa; ma adesso ha capito che gli sprechi non sono solo al piano di lavoro, ma sopra: in amministrazione. Decide quindi di eliminare la carta. I due dipendenti amministrativi e lui stesso da ora in poi utilizzano per comunicare soltanto il computer e il cellulare. Le fatture sono stampate a colori su carta riciclata, e inviate ai clienti chiedendogli di passare alla fattura via email.

La stampante, da 10mila fogli al mese, passa a 100 fogli al mese. Finite le spese di stampa e di continua manutenzione. Oltre 7mila euro ogni anno.

Fa quindi riverniciare le stanze; le isola dall’ambiente esterno con vetri a doppia camera e belle veneziane; fuori, pianta dell’edera che in breve tempo avvolgerà lo stabile nel fresco. Un modesto raffrescamento è ora sufficiente a mantenere gli ambienti a 24 gradi.

Guarda le lampade e si accorge che sono a incandescenza: consumano il 99% dell’energia elettrica che le attraversa per produrre calore e solo l’1% per farne della luce. Una follia. Le sostituisce tutte con lampade efficienti e risparmia in 6 mesi altri 8mila euro.

Anche l’acqua viene sprecata senza motivo. L’idea invece è di consumare solo ciò che serve quando serve: come avviene con l’irrigazione a goccia inventata dagli israeliani. Fa installare allora dei dispenser di acqua che ergano l’acqua necessaria in ogni punto dell’azienda dove serve nella quantità utile. Lui stesso ha cambiato il modo di recarsi al lavoro: acquistata un’auto aziendale ibrida, elettrica e a benzina, i consumi annuali si sono ridotti di due terzi: da 12mila a 4mila euro. Adesso, un autista lo va a prendere al mattino presto quando in assenza di traffico raggiunge l’azienda in pochi minuti. Completato il lavoro interno già alle 10 del mattino, esce e passa il resto del tempo di lavoro curandosi ogni giorno di un grande cliente diverso.

Per il resto, lavora a distanza -- ricordate il telelavoro? -- utilizzando la schedina che ha comperato in aeroporto e installato sul proprio computer portatile durante l’ultimo viaggio a Roma.

L’ambiente è denaro. E non c’è davvero nessuna ragione di buttarlo via.

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