Paul - Mario Pagliaro's blog

Wednesday, August 08, 2007

 

"Il pizzo e il dovere di noi Cristiani"

Il Giornale di Sicilia del 7 agosto 2007 pubblica una lettera dell'imprenditore Rodolfo Guajana che segnerà un preciso punto di svolta nella pratica sociale ed economica dei Cristiani in Sicilia (ad esempio, il presidente della Regione ha compiuto il gesto migliore dalla sua prima elezione nel 2001 assegnando subito un nuovo sito all'azienda di Guajana). La lettera, stupenda, parla da sé:

"Caro direttore, mi chiamo Rodolfo Guajana, ho 52 anni e sono il Presidente del Consiglio d’amministrazione della Guajana ferramenta spa. Martedì 31 luglio scorso alle ore 4,30 circa ho visto i capannoni della mia azienda andare in fumo senza potere far nulla.

Io sono Cristiano e svolgo un servizio di volontariato da circa 4 anni all’ospedale Villa Sofia di Palermo portando la comunione agli ammalati, non discriminando gli onesti dai ladri, i poveri dai ricchi, ma assisto tutti con amore e fraternità.

Sono un ministro straordinario Camilliano di nomina vescovile (dopo tre anni di teologia di base) e ho creduto sempre inconciliabile il mio credo religioso con il pagamento di tangenti alla criminalità, come ritengo in conciliante non pagare il giusto stipendio ai dipendenti o non pagare tutte le tasse allo Stato (…date a Cesare quel che è di Cesare).

La tangente, però, è la cosa più grave di tutte in quanto finanzia il traffico di armi, di droga, l’usura, la prostituzione, l’illegalità in genere. Un cristiano non può finanziare la criminalità e prendersi la comunione domenicale, non può avere sulla coscienza tanti morti per droga o per guerre provocate da questi venditori di armi che spingono le nazioni a lasciare i tavoli pacifici del dialogo per iniziare conflitti devastanti affinché loro possano vendere armi ad entrambe i contendenti.
Un cristiano non può, per salvare il proprio lavoro, condannare il prossimo a morte:
Mors tua, vita mea!
Un cristiano non può salvarsi l’anima se persiste a pagare la tangente finanziando le attività del demonio. Non c’è salvezza per chi si mette contro Dio e per i fiancheggiatori di coloro che danno la morte!

Vorrei che le Chiese Cristiane fossero più coraggiose e dichiarassero da tutti i pulpiti questi concetti… forse le cose cambierebbero! Non si può essere acquiescenti di fronte ad un fenomeno così vasto e imponente come questo.

Io un giorno ho fatto la mia scelta coerente e coraggiosa e questa forza e coerenza viene solo da Dio.

Mi auguro che questo messaggio indirizzato alle chiese Cristiane (Cattolici ed Evangelici) venga raccolto dai leaders religiosi e dagli uomini di buona volontà".

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