Paul - Mario Pagliaro's blog

Thursday, July 19, 2007

 

Una scuola nuova per la pubblica amministrazione

[Editoriale di Mario Pagliaro per Il Quotidiano di Sicilia, 19 luglio 2007]

Facciata del Collegio Pennisi, Sede di Acireale della SSPA“Più capace, e più veloce nel servire” (“Aptior, velocius, servire”) recita il motto della Scuola Superiore della Pubblica amministrazione, organo della Presidenza del consiglio dei ministri, che dall’inizio degli anni ’60 cura la formazione dei quadri e della dirigenza pubblica italiana.

Diretta da poco più di un anno dalla giurista romana Valeria Termini, la Scuola -- che in Sicilia ha sede ad Acireale presso il Collegio “Pennisi” dei padri Gesuiti -- in realtà fu fondata da Giuseppe Medici, ministro della Pubblica istruzione, che al compito chiamerà i fondatori del Censis Giuseppe De Rita e Gino Martinoli, al tempo il più grande esperto di organizzazione e management d'Italia.La sede scelta per la Scuola era la Reggia di Caserta, dove ancora oggi vengono tenuti alcuni corsi in un ala dedicata dell’immenso palazzo reale settecentesco.

La SSPA, però, non decollerà mai. “L’ENA qui da noi non è possibile -- ha spiegato lo stesso De Rita al CNR di Palermo -- perché scatta automatico il corporativismo dei docenti di diritto. Nel 1964 noi parlavamo di macroeconomia e loro dicevano: ‘ma che è ‘sta macroeconomia?’ E questo quando il Banca d'Italia avevano già fatto il loro primo modello macroeconomico. Nel ‘64-‘65 la battaglia fra i dodici professori e noi 2 amici del ministro finì male e dopo 6 mesi io e Martinoli ci dimettemmo perché i professori universitari di diritto costituzionale volevano essere i padroni. Se volevamo fare i seminari andava bene, ma niente insegnamenti”.

Oggi, l’imminente riforma Nicolais dell’amministrazione pubblica punta a farne il nucleo dell’Agenzia per la formazione – Scuola nazionale della pubblica amministrazione. E ci sono due motivi che devono spingerci a farne rapidamente il luogo di formazione delle élite manageriale del Paese. Né le amministrazioni pubbliche né le imprese, trovano infatti sul mercato del lavoro nazionale i giovani con le competenze e le capacità necessarie a consentirgli di affrontare con successo gli enormi cambiamenti richiesti dalla globalizzazione.

Inoltre, i pochi manager di alto livello di cui disponiamo non hanno ricevuto alcuna formazione sul concetto di interesse nazionale essendosi formati “sul campo” nelle società di consulenza di direzione, che sono invariabilmente americane, tedesche, britanniche o francesi.

In due anni di formazione intensiva con docenti italiani selezionati fra i migliori intellettuali del Paese, i corsisti riceveranno una formazione d’avanguardia in scienze dell’organizzazione con un forte taglio culturale, politico e filosofico. I corsisti verranno selezionati soltanto sulla base di merito e attitudini, come avviene alla Normale di Pisa. E come alla Normale, non pagheranno né rette né spese di vitto e alloggio.

D’altra parte, non ci resta molto tempo. Senza una élite manageriale giovane, capace ed altamente motivata, nessuno dei grandi progetti di sviluppo del nostro Paese – e del Meridione, in particolare – troverà le gambe in grado di far camminare le idee di cui parlavano i giovani italiani dopo le stragi del 1992 in Sicilia.

La Germania ha fondato due anni fa l’European Institute of Management and Technology; la Francia ha l’Ena e l’Insead; il Regno Unito ha Oxford e Cambridge e la London School of Economics; la Spagna l’Instituto de Impresa e lo Iese a Barcelona; gli Stati Uniti hanno Harvard, Berkeley e altre 5 o 6 scuole di standing mondiale.

Da noi, né l’università privata Bocconi di Milano né la Luiss di Roma compaiono in pressoché qualsiasi classifica di merito internazionale. Non sorprende, allora, che la più importante azienda italiana (Finmeccanica) da tre anni abbia dato il via al suo Master (in inglese) a Roma. In Francia, già negli anni ’50 lo Stato reclutava fra i suoi docenti di pubblica amministrazione Alexandre Kojéve, il maggiore interprete di Hegel del XX secolo. E oggi, basta leggere uno dei tanti libri di Jacques Attali, uno dei tanti corsisti ex Ena, per capire perché quel Paese abbia una classe dirigente di quel livello. La nuova Scuola nazionale della pubblica amministrazione serve al futuro di questo Paese.

Comments: Post a Comment



Links to this post:

Create a Link



<< Home

Archives

January 2006   February 2006   March 2006   April 2006   May 2006   June 2006   July 2006   September 2006   October 2006   November 2006   January 2007   February 2007   March 2007   April 2007   May 2007   June 2007   July 2007   August 2007   September 2007  

This page is powered by Blogger. Isn't yours?

Subscribe to Posts [Atom]