
(ANSAmed) - PALERMO, 14 MAG - Finanziamenti agli scienziati basati esclusivamente sui meriti scientifici, valutati dalla fondazione nazionale della scienza, e il 5 per cento dello stipendio dei professori universitari e dei ricercatori destinato ai viaggi di scambio di conoscenze. Sono questi i due segreti che proiettano lo stato d'Israele ai vertici mondiali del progresso scientifico con un export costituito al 75 per cento da prodotti hi-tech.
Ne ha parlato stamane il professore Daniel Mandler della Universita' ebraica di Gerusalemme intervenuto al CNR di Palermo per una 'lectio magistralis' sul funzionamento della ricerca scientifica in Israele (Science in Israel. A personal viewpoint of an insider). Le ricerche di Danni Mandler spaziano dalla nanotecnologie alle scienze forensi, dalla chimica ambientale alla corrosione dei metalli. ''E' un occasione - ha detto Mario Pagliaro, il cui gruppo di ricerca al CNR collabora con quello di Mandler -- per confrontarsi con uno dei sistemi piu' avanzati di gestione della ricerca. L'Universita' ebraica di Gerusalemme e' una delle migliori universita' del mondo ed e' particolarmente importante che cresca la collaborazione fra centri di ricerca di Sicilia e Israele''. ''Dalla fine degli anni '70 - ha osservato Mandler - i professori israeliani non ricevono alcun fondo dalla loro universita'. Devono presentare i loro progetti di ricerca alle agenzie nazionali ed internazionali, inclusa la Commissione europea, e sperare che siano selezionati per il finanziamento''. ''E' un sistema molto selettivo - ha concluso Mandler - ma posso assicurarvi che la scientificita' e' assoluta. E anche se perdiamo un gran numero di giovani validissimi a causa del ristretto numero di posti disponibili, quelli che tornano in Israele dai loro post- dottorati sono di classe mondiale''. (ANSAmed).