
E' passato poco più di un mese da quanto Luca Orlando, portavoce dell’Italia dei Valori, chiese a Prodi di «
dimettersi dopo la Finanziaria e aprire formalmente la crisi per imporre alla coalizione un momento di riflessione, confronto e, soprattutto, chiarimento».
Romano si arrabbiò e telefonò molto imbronciato a Luca. Ma l'onorevole D'Alema ha letto e compreso Lenin e sa che la politica è un'attività eminentemente dialettica e che stare fermi non serve a nulla. E il 21 febbraio ha fatto esattamente quello che Luca aveva consigliato: Ha strigliato i senatori riottosi della maggioranza e li ha costretti a venire allo scoperto.
Romano si è dimesso e ora -- vedrete -- formerà un governo dove avrà tutta l'autonomia che avrebbe dovuto pretendere sin dall'inizio. Gliela concederanno perché, marxianamente, è loro interesse. Sanno che se si tornasse alle elezioni, andrebbero all'opposizione fino alla fine delle loro carriere politiche.
Fausto Bertinotti ama il pensiero radicale; ma è un politico fine che sa fare di conto; vincere i congressi e costruire il consenso. Sa che non servirebbe a nulla, andarsene per sempre all'opposizione e adesso ordinerà ai suoi di venire a miti consigli.
Quando al professor Diliberto, è semplice. Ora, Fassino e Rutelli, spaventati metteranno da parte le manfrine sull'eventuale adesione al Partito socialista europeo e faranno in 2 mesi il Partito democratico.
A quel punto, Verdi, Pdci e Rifondazione comunista si uniranno nella Sinistra europea. E, finalmente, avremo nel centrosinistra un sistema politico adeguato ai tempi.
Ah, capirla, la politica!