Paul - Mario Pagliaro's blog

Thursday, June 29, 2006

 

Calciopoli: Parla Zeman

Zdenek Zeman risponde alle domande di Andrea Di Caro per Il Romanista del 29 giugno. Ecco tutta l'intervista:

Zeman, oggi comincia il maxiprocesso...
«Dopo tanti anni di trucchi, imbrogli, bugie, inganni e illeciti non casuali ma di Sistema, ora c’è finalmente la possibilità di cambiare quel Sistema, di fare calcio in maniera diversa, di farlo tornare solo uno sport. Hanno distrutto la credibilità di un gioco che il popolo ha eletto come propria principale passione e veicolo di sentimenti. Chi dovrà giudicare adesso e chi si ritroverà a fare calcio da domani ha il dovere di riportare in prima linea i valori morali da trasmettere alla gente affinchè il mondo del pallone non sia più il mondo esasperato che abbiamo vissuto negli ultimi 10 anni; gli stadi non siano più zone di guerra e territorio di lotta politica; e nei bar o nelle piazze si possa tornare a parlare di calcio, di giocatori, di tecnica e di tattica e non più di processi, corruzione, sudditanze, bilanci truccati o atleti dopati. Se invece si perde anche questa occasione...»

La credibilità del calcio muore definitivamente?
«La credibilità è già morta. Ora si deve decidere se si vuole rinascere. Vediamo se c’è la voglia di rinascere».

Lei che ha sempre denunciato tutto prima, pensava davvero fosse tutto così organizzato?
«Otto mesi di intercettazioni sono solo un piccolo squarcio di quanto è successo negli ultimi 10 anni. Perchè è accaduto molto di più di quanto oggi leggiamo...».

Proviamo a raccontare?(La pausa è lunga, e negli occhi traspare l’amarezza)
«Eh...Come lo spieghi a milioni di persone un imbroglio simile?»

Dieci anni...
«Oggi guardiamo la punta dell’iceberg ma tra A, B e C abbiamo vissuto dieci anni di scandali continui, figli e collegati al famoso Sistema. Il doping, i bilanci truccati, le plusvalenze, le iscrizioni fasulle, le fidejussioni, i passaporti falsi, la suddivisione dei diritti tv, i rapporti con le banche, le scommesse, i reucci del mercato, gli arbitri sudditi, la giustizia ingiusta, i conflitti di interessi... Decine di scandali insabbiati, sommersi, mai risolti. Con tutto il rispetto per chi in certe tragedie ha perso la vita, il calcio italiano è pieno di casi Ustica e Piazza Fontana. Tre anni fa, dopo una mia intervista, vennero a interrogarmi quelli dell’Ufficio Indagini, mentre sottolineavo le anomalie e gli scandali mi risposero, con mia grande sorpresa ed amarezza, che erano “chiacchiere da bar”. Con questa scusa hanno spesso evitato di aprire inchieste, indagare, punire. Oggi non possono più dire che sono chiacchiere da bar, oggi ci sono le prove, oggi devono giudicare».

Cosa si aspetta?
«Per anni ho continuato a dire la mia, senza aspettarmi niente. Ma oggi mi chiedo come possano insabbiare tutto questo. Bastano le intercettazioni, ci sono prove inconfutabili. I regolamenti esistono e sono chiari: mi aspetto che venga sanzionato chi non li ha rispettati».

Cosa l’ha stupita o indignata di più di calciopoli?
«Che tutti continuano a dichiararsi innocenti. Nessuno ha detto: scusate abbiamo sbagliato. Sembra che nessuno abbia trasgredito le regole. Continuano a prenderci in giro, non è cambiato niente: prima negavano davanti alle supposizioni, ora negano davanti ai fatti».

Lo ha fatto anche Moggi, piangendo, a Ballarò...
«Finora da chi è stato indagato, interrogato, intervistato ho sentito solo tante bugie, omissioni, reticenze. Le lacrime di Moggi? Io penso a quanta gente ha fatto piangere lui. Dice che gli hanno rovinato la vita? Chiedetevi quante ne ha rovinate lui. Ci sono presidenti falliti, carriere condizionate negativamente, calciatori che si sono detti ricattati, campionati falsati».

Cosa vorrebbe dire ai giudici?
«Spero che si rendano conto di quanto è stato fatto, di come è stato condotto il calcio italiano. Spero che sentano sulla pelle la rabbia della gente, che sta dimostrando di volere un calcio pulito. Non chiedo giustizialismo, ma giustizia. Quella che per tanti anni è mancata. Prendano le loro decisioni senza farsi condizionare dall’importanza dei club coinvolti, ma solo dai reati commessi. In base ai regolamenti per casi meno importanti di quelli evidenziati dalle intercettazioni si subiscono pene severe. La giustizia sportiva ha una grande occasione, anche se parte della stampa continua a sottovalutare la gravità del caso».

Quella che sostiene che le sanzioni dovranno tener conto della straordinarietà del caso?
«La giustizia deve valere per tutti allo stesso modo, sempre».

La Gazzetta ha previsto. «Solo la Juve in B»
«Perchè si deve parlare di serie B? Esiste anche la C2. Chi ha sbagliato paghi per ciò che ha fatto...»

Juve, Milan, Lazio, Fiorentina. Si sta mettendo 20 milioni di tifosi...
«Il vero tifoso ama la propria squadra in qualsiasi categoria essa giochi. L’importante è il modo in cui si partecipa ad una competizione. Dovrebbe dare più piacere una vittoria ottenuta con le sole proprie forze anche in una categoria inferiore, di un successo “importante” ottenuto con mezzi illeciti».

Eppure ci sono anche tifosi che inneggiano ai propri dirigenti implicati.
«Questo perchè la mentalità della vittoria ad ogni costo ha trascinato sulla cattiva strada anche una parte della tifoseria sbagliata. Spetta a chi dovrà gestire il calcio e far rispettare le regole riportare i giusti valori, cambiare quella mentalità».

Tra i club non coinvolti c’è chi chiede lo scudetto, chi pretende un ripescaggio in A.
«Ognuno farà valere le sue ragioni, ma per come la vedo io giustizia deve essere fatta innanzitutto non per risarcire questo o quel club, che magari negli ultimi anni ha altri scheletri nel proprio armadio, ma per risarcire (cosa impossibile di fatto...) la gente. Si deve dare un esempio alla grande massa di sportivi sani che si vuole tornare a fare calcio pulito. I regolamenti lo permettono».

Moggi, Giraudo, De Santis, Carraro, Mazzini, Lanese, Bergamo, Pairetto... Per la procura di Napoli hanno creato e rappresentato la “cupola”. Cosa pensa di loro?
«Vorrei che certi personaggi che hanno fatto tanto male al calcio non fossero mai esistiti. E mi auguro che non esistano più in futuro figure così. Credo che loro ed altri dirigenti vadano radiati. Invece noto che alcuni hanno addirittura mantenuto le cariche per l’organizzazione degli Europei 2012: complimenti... Ma soprattutto mi auguro che aumenti il numero di quelli che si possanno opporre a certa gente. I disonesti in ogni ambiente, in ogni epoca ci sono sempre stati, ma le mele marce possono essere escluse. Il calcio invece li ha protetti e tanta, troppa gente ha preferito mangiare insieme a loro».

Lei si è opposto, subendone le conseguenze...
«Non voglio farne un caso personale. Io ho solo cercato di aiutare il calcio a tornare pulito. Il mio modo di agire ha spesso messo in difficoltà anche le società che mi hanno ingaggiato. E questo mi dispiace. Ho trovato comprensione e appoggio dai tifosi, che considero il mio mondo, mentre ho trovato solo ostilità dalle istituzioni. E dagli altri tesserati sono stato isolato».

Come ha reagito davanti a tante intercettazioni in cui si parla, male, di lei?
«Non avevo bisogno di leggere le intercettazioni per sapere certe cose su di me. L’ho constatato sulla mia pelle quello che mi veniva fatto...».

E in generale delle Intercettazioni e del loro utilizzo cosa pensa?
«Che senza le intercettazioni tutto sarebbe continuato come prima, nonostante la buona volontà di pochi e qualche libro che isolatamente ha raccontato cosa accadeva. Ritengo dunque utili queste intercettazioni e mi da fastidio che molti sostengano che è grave che siano state pubblicate sui giornali e non si indignino invece per il contenuto di quelle intercettazioni...».

Come giudica il comportamento della stampa?
«Sto leggendo fondi indignati scritti con 5-6 anni di ritardo. Dov’erano allora certe penne e certi direttori? La stampa ha il compito di controllare ed educare. La quasi totalità, non l’ha fatto. Ci sono giornalisti pesantemente invischiati, eppure non mi risulta ci siano stati provvedimenti da parte del loro Ordine, così come non mi sembra siano stati sospesi certi agenti dei calciatori. Non basta concentrarsi sulla testa del "mostro", c’è anche il resto del corpo...».

Chi rappresenta le braccia, le gambe, la coda del mostro?
«Sono tanti. Da tutti quei dirigenti, dg e ds, che erano stati messi dal Sistema all’interno dei club e continuano a lavorare, a chi continua a gestire il mercato dei calciatori, fino agli oscuri funzionari all’interno del Palazzo che hanno fatto carriera grazie alla loro collusione col sistema o alla loro omertà».

C’è del marcio in Danimarca, ma se tutto è marcio?
«Bisogna ripulire e ricominciare daccapo. I mastini che difendevano il Sistema dicevano sempre: dove sono le prove? Eccole le prove, ora ci sono. Vediamo che uso ne faranno».

Galliani è stato l’ultimo a cedere dimettendosi dalla Lega.
«Era già anomalo che fosse presidente di Lega, non doveva aspettare un deferimento per lasciare quella poltrona. Ho letto che finalmente si è levato un problema. Ma se era un problema perchè ci teneva tanto a stare lì?».

Lippi ha resistito alla buriana ed è rimasto ct azzurro.
«Dai sondaggi è emerso che la maggior parte dei tifosi non si riconosce in certi personaggi. Ci sono delle forti anomalie all’interno della Nazionale e ho ascoltato conferenze stampa di giocatori a dir poco imbarazzanti. E’ mancato il coraggio di eliminare certe anomalie. Si vede che il risultato è sempre più importante della moralità».

Una vittoria al Mondiale potrebbe condizionare il Processo?
«Spero di no. Mi auguro che il Mondiale non sposti l’attenzione e di questo processo ci si occupi di meno. Perchè questo scandalo è gravissimo».

Lei potrebbe essere presto chiamato da Borrelli.
«Se mi chiamerà, mi presenterò volentieri... Una cosa è sicura: io non ci vado da indagato».

Zeman, ora si parla di sanzioni, ma il bottino, e non parlo solo di scudetti ma di soldi, verrà mai restituito?
«Su quello deciderà la giustizia ordinaria. E’ vero c’è stato un saccheggio e c’è chi si è creato delle fortune, ma è un’altra la loro colpa maggiore. Hanno rubato molto più dei soldi: hanno rubato i sogni di milioni di persone».

Monday, June 19, 2006

 

3 e 4 ottobre: La formazione per uscire dalla crisi

Da Marcello de Cecco a Mario Draghi, l'accordo è unanime. La crisi economica italiana nasce dalla bassa produttività delle imprese, tanto del manifatturiero che dei servizi.

Lo ha ricordato Draghi il 31 maggio:
"In Italia dalla metà degli anni '90 il prodotto ottenibile da un'ora di
lavoro è cresciuto oltre
un punto percentuale in meno ogni anno, in media, rispetto ai paesi dell'Ocse; e che a causa del ritardo nell'adeguamento della capacità tecnologico-organizzativa delle imprese e del sistema, la produttività totale dei fattori si è ridotta, caso unico fra i paesi industrializzati".
Occorre quindi una terapia d'urto; capace di produrre aumenti di produttività (e della qualità) a 2 cifre in breve tempo. E l'unico modo di farlo è quello di adottare la pratica -- e quindi i principi -- della organizzazione snella.

Il corso della P m/a in programma a Palermo il 3 e 4 ottobre "L'impresa snella e il miglioramento della qualità" è un'opportunità unica per apprenderli.

Per iscriversi: info@p-ma.net

Thursday, June 15, 2006

 

"Scenario: Qualità" agli occhi di un lettore...

Mi scrive da Roma un lettore della nuova edizione di Scenario: Qualità.

"Gentile dottor Pagliaro,sono molto soddisfatto dell'acquisto.

Sono alla seconda lettura del suo libro, la prima fatta applaudendo e fischiando a seconda dei personaggi e delle sitiuazioni.

La cosa più importante sono gli spunti di riflessione, davvero tanti, che devo meditare.

Ottimo il fatto di avere riferimenti web/bibliografici chiari.

Buon lavoro

Andrea B."


Grazie, Andrea. E' per questo che ho scritto questo libro. E, mi creda: le cose che vi ha letto, le ha potute leggere solo grazie al Web e alla mancanza -- deliberata -- di un editore industriale.

L'industria culturale -- che ha nell'editoria il suo più importante asset per il controllo sociale -- non consentirebbe mai la pubblicazione di un libro come il mio. E non certo perché vi si pratichi una critica cieca; ma solo perché molte, troppe cose della pratica manageriale in Italia e all'estero non vengono rivelate; e men che meno, quindi, discusse.

Ma se non si parte da là, da ciò che non funziona e che bisogna cambiare, con esempi, storie, argomentazioni e soluzioni: come possiamo sperare di formare la classe manageriale di cui pure l'Italia ha disperato bisogno?

Buona (ri)lettura!

Monday, June 05, 2006

 

Nuova comunicazione d'impresa

Non perda l'occasione dello stroardinario sconto offerto dalla P m/a per partecipare al corso sulla nuova comunicazione d'impresa in programma il 13 e 14 giugno a Palermo.

Steve Hurd della Open University analizzando i dati di 6000 scuole ha scoperto che:
I libri, cioè, sono due volte più efficaci per migliorare la propria formazione rispetto ai
computer. A sua volta, la formazione diretta, in aula, è 4 volte più efficace dell'autoformazione sui libri.

E la formazione manageriale non fa eccezione.

I computer e l'informazione on-line non sono adatti a trasferire conoscenze fondamentali.
E' necessario acquisire prima un sistema di concetti e conoscenze specifiche per beneficiare dell'informazione abbondante e frammentata disponibile on-line. E i libri, con un approccio lineare ed integrato, per capitoli successivi costruiti su quelli precedenti, si dimostrano ancora una volta il migliore supporto alla formazione personale in aula.

Mentre il Web consente di aggiornarsi in un modo che non ha precedenti storici accedendo ad informazioni utili come le polemiche, le notizie e gli annunci.

In questo modo è possibile apprendere al meglio un argomento cruciale come la nuova comunicazione d'impresa necessaria alle nostre imprese per accedere a nuovi mercati, e trovare nuovi clienti al tempo dell'ipercompetizione globale.

Saturday, June 03, 2006

 

"Facciamo acqua da tutte le parti"

Ferruccio Barbera e Marcello Mordino a Io vedo CtsFormidabile serata giovedì scorso per ricordare Ferruccio ("Ferro") Barbera ad un anno dalla scomparsa. Marcello Mordino ha raccontato Ferruccio fra un pezzo e l'altro di quelli scritti da un felice Marco Betta: "Il viaggio di Ferruccio" ("abbiamo fatto un disco in un pomeriggio, con Ferruccio. Lo abbiamo masterizzato, siamo usciti a comprare le copertine di plastica. Le abbiamo stampate. Ed era pronto!).

C'avevano un pappagallo preso in prestito , Marcello e Ferruccio. Che si portavano in trasmissione -- la gloriosa "Io vedo Cts" di cui vedete qui a fianco un fotogramma tratto dal fantastico clip trasmesso giovedì sera al teatro Politeama a Palermo.

Un giorno se lo portano a casa, 'sto pappagallo. E lo mettono nel salone di casa di Ferruccio.

Dopo un po' rientra anche il fratello Giuseppe, e un gatto attraversa il salone.

"Unne vai, micio!" gli grida il pappagallo!

Il buon Giuseppe corre in camera... e chiama Ferruccio. "Aiuto, ragazzi, chiamate la polizia. Ci sono i ladri!"

La serata prosegue così. Come se fossimo andati a mangiare con Ferruccio. Tutti ad ascoltare 'ste storie. A sganassarci per il clip di Io vedo Cts. Il povero Fabio Granata -- poco più di 6mila voti dopo 5 anni a fare l'assessore ai Beni culturali lavorando con Ferruccio -- presenta una sua lettera politica fatta leggere ad un'attrice.

Con Granata e il direttore del suo assessorato, Drago -- uno dei 10 burocrati dell'indecente regione siciliana in grado di parlare l'italiano -- si era inventato anche lo slogan perfetto per comunicarla, questa Sicilia: Facciamo acqua da tutte le parti.

Gli vado incontro: "Sei stato un grande assessore. Ed infatti, non sei stato rieletto".

"Infatti..." -- mi dice lui basito.

Antonello Perricone che ci siede accanto è felice. Lui e suo cugino Ferruccio allo stadio, a Palermo, negli anni '70 Gigi Tripisciano li scambiava l'uno per l'altro.

Giuseppe Barbera presenta questo Premio Ferro. Ai giovani siciliani che sapranno unire qualcosa di buono fatto in Sicilia con la capacità di comunicarlo.

Mi pare la cifra di Ferruccio, bravi.

Carole (Bouquet) giustamente fa osservare che dovremmo essere più continui, nel fare meglio, in Sicilia. Che lei trova essere il cuore dell'Europa.

E dove dice di avere messo radici. Ma che Ferruccio le manca perché sapeva ridere delle sue "stronzate", e la invitava a non prendersi troppo sul serio.

Vado da Vincino che gli ha dedicato uno dei suoi favolosi disegni. "Vincino, io e tuo dobbiamo parlare. Facevi gli scioperi contro papà che lavorava al Cantiere Navale". Lui è sorpreso: "No. Contro papà no". "Va bene, ci vediamo quando vieni a Palermo che mi devi raccontare molte cose...".

Vado da Roberto Andò: "Ciao. Sarei felice se potessi farmi avere una cassetta o un dvd con la registrazione di Diario senza data. Lo vidi con 3 amici fraterni una sera al Teatro Biondo che non saremo stati 20 persone, in sala.

Si vede lo Spasimo com'era prima della pulizia e riapertura di Emilio. Sgarbi era presidente della commissione cultura alla Camera; e venuto a Palermo si era arrampicato per scavalcare il muro e vederlo, 'sto Spasimo favoloso sconosciuto persino ai palermitani
".

Il giorno dopo ce ne siamo andati pure noi a scavalcare.

Ci manca, questo ragazzo favoloso. Adesso, ne vado a parlare pure con suo cugino Daniele (Mirri). Ci facciamo una chiacchierata che troverete fra poco qui, su Paul.

Ciao, Ferro!

--
Ferruccio Barbera
Grande comunicatore. Figlio di Renzo, imprenditore ed immobiliarista grande presidente del Palermo Calcio degli anni '70.

Da maggio 2003 al 2005 è stato direttore del marketing e della comunicazione all'assessorato beni culturali della Sicilia. Si inventa la campagna "Sicilia, una terra che racconta" e molto altro.

Dal 2002 al 2003, chiuso dall'amministrazione di centrodestra di Palermo lo splendido Festival del Novecento e azzerata la dirigenza del Teatro Massimo che così bene aveva fatto, trasferisce il Festival a Siracusa e lo chiama Ortigia Festival.

Nel '97, consulente di Luca Orlando, collabora alla riapertura del Teatro Massimo procurando come responsabile del marketing alcuni miliardi dagli sponsor (I soldi recuperati dalla Giunta Orlando non sono sufficienti, e lui fa il miracolo).

Dal 1995 al 1999, si inventa per conto di Luca una serie di "grandi eventi" portando a Palermo tanto il Dalai Lama che Richard Gere e una miriade di grandi artisti insieme a Francesco Giambrone, grande sovrintendente del nuovo Teatro Massimo, puntualmente cacciato dal bravissimo sindaco Diego Cammarata, ed oggi sovrintendente del Maggio Fiorentino.

Alla fine degli anni '70 con Marcello Mordino è il protagonista di Io vedo Cts, trasmissione serale in onda dalle 19 e 50 alle 20 e 15 che gli dà grandissima popolarità.

Grande amante dell'isola di Pantelleria dove organizzava ogni anno una grande festa per la sera di San Lorenzo, scompare improvvisamente a 53 anni nel maggio 2005.

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