Straordinaria affermazione elettorale di Leoluca Orlando in Sicilia: a Palermo con 36mila e 600 voti raccoglie da solo più voti di tutti i candidati della Margherita messi insieme; e con 50mila coglie un'affermazione tale che trascina con sé al Senato Fabrio Giambrone, a soli 40 anni il più givoane senatore della Repubblica della prossima Legislatura. Torna a soffiare, fresco, a Palermo e in tutta la Sicilia il vento di una Primavera di rinnovamento nel segno della pulizia, della cultura e dell'apertura al mondo.
Ad uscirne perdente è la triste scelta di Francesco Rutelli di espellere Luca dalla direzione della Margherita per negargli la candidatura dopo che questi aveva ideato e sostenuto la candidatura alle primarie per presidente della Regione di Rita Borsellino: Francesco, la vecchia cultura delle appartenenze da apparato che da tempo ti ispira l'ex segretario della Cisl che ti sei messo accanto, nel 2006 non serve più a nulla.
E in politica, come nella vita, si impara tanto e di frequente dai propri errori.
Fabio Giambrone è fra i pochi a non avere lasciato Luca dopo le dimissioni da sindaco alla fine del 2000. Ed è particolarmente saggia la scelta di Luca di candidarlo come capolista al Senato perché se è finita la cultura delle appartenenze, negli anni di caotica frenesia e umoralità che viviamo, l'organizzazione, il metodo e la continuità sono preziose virtù che torneranno straordinariamente utili al lavoro parlamentare e di costruzione di una nuova classe dirigente per la Sicilia cui Luca si dedica e si dedicherà con la passione di sempre.
Prosit!
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