Spiega Peppino De Rita
citando San Bernardino: "
Moneta potest esse considerata vel rei vel, si movimentata est, capitale". E cosa fanno i redditieri capitalisti italiani eredi appannati delle allora grandi famiglie ce lo aveva già spiegato al Seminario "Carapezza" a Palermo Francesco Giavazzi: "
cercano di uscire dal mercato globale e ritagliarsi una rendita comprando acqua, luce, gas e telefoni".
Non ci sarà alcun nuovo sviluppo del Meridione italiano senza l'intervento diretto dello Stato con una serie di politiche attive e un recupero della soggettualità perduta: “
Dovremmo ripensare all’esperienza delle Partecipazioni statali - ha spiegato il geniale sociologo il 3 febbraio -: dal 1998 al 2004 nel Meridione sono stati spesi 124 mila miliardi delle vecchie lire. Dove sono finiti questi soldi? Dove sono le imprese private?”.
Vedo che
a Napoli si sono letti bene l'intervento di De Rita a Palermo. Bravi. Basta guardare al deserto industriale della Campania dove Nitti, Giorgio Napolitano i grandi dirigenti dell'Iri, pure, avevano pensato ad un'emancipazione sociale che invece fosse pienamente dovuta allo sviluppo industriale.
Paolo Pomicino aveva un modo spregiudicato, e a mio avviso sbagliato, di fare politica e raccogliere il consenso; ma era e resta una delle migliori teste della politica italiana, con una visione lucida e mai banale sull'economia pubblica.
Intervistato sull'analisi di De Rita dice: "
E necessario in generale un maggior coinvolgimento dello Stato nell’economia. Ma l’intervento pubblico deve sostenere la crescita e incentivarla".