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L’osservazione ci dice che il comportamento delle persone al lavoro è influenzato dalla conoscenza di ciò che devono fare e dai mezzi che gli vengono forniti per farlo. Inoltre, a giocare un ruolo cruciale sono i loro valori culturali. Così accanto alla conoscenza del modo di svolgere il compito di quel giorno – pulire un pozzo, scrivere una lettera, dipingere una parete – nella testa dei lavoratori e dei loro datori di lavoro le decisioni su cosa fare o non fare sono mediate dalla loro cultura e dalle loro informazioni… |
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Sarà pericoloso camminare su questa impalcatura senza corda? Oppure calarsi nel pozzo? Forse è pericoloso, ma non tanto perché io so come farlo senza farmi male. Invariabilmente i valori culturali dei lavoratori italiani, del Nord e del Sud, li portano a sottovalutare il rischio e a sopravvalutare sé stessi, considerando norme e raccomandazioni come più adatte ai bambini che agli adulti. Imbarcati nelle navi per New York, gli emigrati italiani studiati dagli antropologi americani di inizio ‘900 erano sempre i più allegri e i più socievoli; e i meno capaci di rispettare le norme. I sei eroici lavoratori siciliani morti per salvarsi a vicenda per avvelenamento nel pozzo di Mineo hanno vissuto la stessa condizione degli altri cinque di Molfetta entrati nella cisterna del camion di zolfo, e delle centinaia di altri che entravano all’interno delle botti o delle stive per le navi per pulirle e vi morivano all’interno. Non avevano le maschere antigas per proteggersi – perché il datore di lavoro non gliele aveva fornite, oppure non si assicurava che le indossassero – ma soprattutto, non avevano alcuna conoscenza del pericolo cui andavano incontro. Perché nessuno gliela aveva donata, essendone egli stesso – piccolo imprenditore o direttore del personale del piccolo Comune -- del tutto privo. Monossido di carbonio? Acido soldifrico? E che siamo, a scuola? Una maschera antigas dal costo di pochi euro contiene un filtro che avrebbe trattenuto i gas venefici al suo interno facendo passare solo l’aria. Ma anche senza maschere, avrebbero dovuto essere informati che senza maschera mai ci si deve calare all’interno di una cisterna, nemmeno se questa conteneva soltanto dell’acqua. E’ sufficiente infatti che la biomassa – foglie, frutti, legno -- vi inizi a fermentare per sviluppare tanto l’asfissiante anidride carbonica che il venefico monossido di carbonio. |
Affranto, il presidente della Sicilia fa eco al presidente della Repubblica e al ministro del lavoro nell’invocare rigore e un piano di azione. Ma quali azioni? Certamente più ispettori del lavoro, visto il loro numero ridicolo tanto in Sicilia che nel resto del Paese.
Ma poi, soprattutto, la formazione di un’Agenzia nazionale della sicurezza e della salute sul lavoro che accanto all’assicurazione contro gli infortuni e ai compiti ispettivi e di monitoraggio, curi finalmente il compito di formare ed aggiornare nel Paese i lavoratori di tutti i comparti; a partire dai datori di lavoro privati e pubblici.
“Noi le ispezioni nelle scuole le facciamo”, mi dice un ispettore di una Asl siciliana. “Poi però ci arriva la telefonata del prefetto o dell’onorevole e concediamo la deroga”.
Come nel caso dei Vigili del Fuoco che sono rimasti un corpo dello Stato dalle capacità semplicemente inarrivabili per qualsiasi corpo regionale, restituire unificate allo Stato tutte le competenze in materia di sicurezza e salute sul lavoro non solo eviterebbe queste interferenze dovute al sottogoverno locale; ma darebbe alla formazione quella serietà che adesso è svilita in tutta Italia da standard che sono quelli della formazione professionale regionale. E restituirebbe al lavoro degli ispettori e dei medici quella autorevolezza e indipendenza che adesso gli mancano.
Per finanziare l’Agenzia, a Giulio Tremonti basteranno parte degli attivi annuali di Inail incamerati dal Tesoro, e il 30% di quanto trasferito ogni anno alle Regioni per condurre la loro "formazione acchiappa-clientele" e che solo in Sicilia, Lombardia e Puglia supera i mille milioni di euro ogni anno.
Altrimenti, passata l’emergenza, tutto resterà come prima.
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