The Quality Report

(Luglio 2001 - 2.5)

Quality College del CNR: Una formazione nuova per una nuova epoca

27 Luglio 2001

Caro Collega,

Le invio l'edizione di luglio della newsletter del Quality College del CNR. Non esiti a farla circolare liberamente fra amici e Colleghi.

In questo numero: spostato all’8 Ottobre il nuovo corso del Quality College, un manager ci scrive…; carenze e grandezza del management italiano; il G8 in crisi è la crisi dello sviluppo sostenibile; logistica: il caso Unitec fa testo in Europa; Manager Marco Vitale, curarsi del Meridione e del pensiero. 

Le ricordo che Lei riceve la newsletter per averla richiesta (se non desidera riceverla oltre invii una mail senza testo all'indirizzo: qualitas1998@yahoo.it).  

Buone Vacanze,

Mario Pagliaro

PS. Durante il mese di agosto il Responsabile del College sarà raggiungibile al no. 328 628 03 99


Contenuti:

 


Spostato il nuovo corso del Quality College del CNR, un manager ci scrive...
Il G8 in crisi è la crisi dello sviluppo sostenibile.
Limiti e grandezze del management italiano.

Nuova  logistica per le imprese. E Unitec fa scuola in Europa
Manager Marco Vitale. Curarsi del Meridione e del pensiero.

 


College: Spostato il nuovo corso del Quality College del CNR, un manager ci scrive…


E' stato spostato ai giorni 8-12 Ottobre prossimi l'ultima edizione del 2001 del corso di alta formazione manageriale del Quality College del CNR "La gestione integrata per la qualità. Idee e metodi per la certificazione d'impresa".

Il grande scienziato israeliano David Avnir visiterà infatti l’Istituto ICTPN del CNR nella I settimana di Ottobre.

Programma e co-relatori del corso stanno per essere rilasciati on-line sul sito Web dell'ICTPN; per iscriversi al corso è sempre possibile contattare il College via email all’indirizzo: qualitas1998@yahoo.it

Potrà interessarLa leggere quello che ci ha scritto recentemente un manager di un’impresa del manifatturiero nostro ex corsista: “Abbiamo rivisto sistematicamente e specificato i processi del lavoro dopo avere condotto un assessment della qualità dell’impresa condotto con tutto il personale in modo ‘incrociato’ chiedendo a tutti di specificare i problemi, ad iniziare da noi amministratori. Il valore misurato del PONC è stato del 23% del fatturato (quasi sicuramente per difetto). 

“Abbiamo quindi avviato la formazione del personale sul quality management, a partire da noi stessi (io ho condotto la formazione). 

“Nella riunione mensile di noi manager, lo stato della qualità e il valore corrente del prezzo di non conformità (PONC) sono ora al primo punto della discussione. E’ il personale a condurre le verifiche periodiche della qualità ogni 2 mesi: gli abbiamo insegnato come fare e gli abbiamo chiesto di suggerire le opportunità per il miglioramento in un modo e con una frequenza che, veramente, non pensavo possibili. Naturalmente, abbiamo fatto lo stesso con i nostri clienti che contattiamo individualmente per avere risposte precise in ordine alla qualità dei nostri prodotti e alla qualità della loro esperienza di fare business con noi.

“Abbiamo istituito un Premio Qualità annuale basato sulla libera scelta dei Colleghi che include la valutazione fra noi manager; la selezione è in corso ed abbiamo già invitato l’Assessore alle attività produttive locale per consegnare il Premio (un viaggio a Parigi).

“Abbiamo deciso di riunire tutto il personale ogni 4 mesi per un talk-show aziendale in cui sono liberi i commenti e le proposte come ci ha suggerito Lei al Suo corso. Il Sindacato è rimasto sconcertato: la formazione sulla qualità è integrata; parliamo del lavoro e dell’importanza della qualità, ma anche di fisco e di marketing, delle difficoltà con le infrastrutture e di nuove tecnologie, di psicologia e comunicazione. Veramente, la PNL non avrebbe potuto essere più utile.

“E adesso stiamo per partire con lo sviluppo sostenibile dell’impresa; cui abbiamo deciso di dedicare un intero programma di miglioramento integrato con la salute e la sicurezza.

“Stiamo facendo condurre un’analisi completa dei consumi energetici e delle risorse materiali (e avremmo anche l’esigenza di trovare qualche giovane preparato nel settore ambientale!). Abbiamo intenzione di avviare al riciclo una parte dei nostri scarti e stiamo valutando se trasformarci in fornitori di servizi invece che dei soli manufatti.

“Intendiamo piantare alberi di fronte la nostra Sede e condurre attività di formazione con tutto il personale di alto livello; e il personale, come diceva Lei, si sta mostrando particolarmente entusiasta a ogni aspetto legato all’ ambiente; e sembra che riusciremo a realizzare grandi risparmi sia energetici che nel consumo di acqua e di carta.

“Per la sicurezza e la salute abbiamo utilizzato, esattamente, le strategie della PNL apprese al CNR: abbiamo chiesto al mio Collega responsabile del Servizio prevenzione e protezione (era presente anche il Medico competente) di tenere una sessione formativa parte del programma di miglioramento della qualità; e lui ha cominciato con le immagini terribili tratte da alcuni incidenti sul lavoro in Imprese del nostro settore. Abbiamo presentato i dati della sicurezza e della salute nel settore e chiesto cosa ne pensassero anche con riferimento agli incidenti accaduti da noi.

“Per il personale meno coinvolto, abbiamo utilizzato sessioni formative personali utilizzando il criterio “bassa risposta = massimo interesse” che abbiamo discusso al corso a Palermo.

“Non ci crederà, ma abbiamo verificato anche qui come i più refrattari fossero i più interessati ad essere coinvolti. Ne abbiamo nominati 2 Responsabili di Gruppi di lavoro per il miglioramento della sicurezza e della salute: uno addetto alle verifiche sui dispositivi di protezione e l’altro all’ambiente di lavoro. Risultato: una serie di suggerimenti e di iniziative per la conduzione degli audit che vengono condotti dallo stesso personale che conduce temporaneamente gli audit della qualità”.

“Per ultimo, abbiamo fatto ridisegnare il nostro sito Web in accordo ai principi di usabilità Web di Nielsen appresi al CNR. Il sito adesso è facilissimo da usare ed è integrato con il nostro catalogo: i clienti lo utilizzano per gli ordini e per trovarvi tutti i prodotti presentati in modo semplice e intuitivo; e stiamo valutando se iniziare una strategia di permission marketing.

Il personale utilizza il sito per leggervi le ultime notizie sull’Azienda, indirizzare messaggi a noi manager e ai Colleghi. E’ possibile rivedere continuamente i risultati delle riunioni e leggere dei cambiamenti intrapresi. La newsletter aziendale viene distribuita sia in stampa che inviata via email.

“Abbiamo un solo, grande dubbio con i miei Colleghi (tutti hanno ricevuto copia del Suo testo): come tutto questo sia seguito alla frequenza di un corso presso un Istituto di Chimica!?…”

Queste parole ci onorano e danno senso al nostro lavoro formativo.

L’Istituto di Chimica ICTPN del Consiglio Nazionale delle Ricerche opera in spirito di pubblico servizio il Quality College del CNR i cui corsi sono frequentati a Palermo da imprenditori, manager, giovani laureati e dirigenti della pubblica amministrazione di ogni parte del Paese.

L'iscrizione al corso è aperta a tutti gli interessati. L'unico criterio per la selezione delle 13 persone ammesse è l'ordine cronologico delle iscrizioni. Per iscriversi, è sufficiente contattare l'ICTPN via telefono (091 680 93 70; 091 680 93 60), fax (091 680 93 99) o email (qualitas1998@yahoo.it) e quindi provvedere al pagamento della quota di iscrizione (L. 1.500.000 + IVA 20%).

Informazioni aggiornate sul College, incluse le modalità di iscrizione al corso sono on-line all'URL: http://www.ictpn.pa.cnr.it/qualitas.htm


Dal Mondo: La crisi del G8 è la crisi dello sviluppo sostenibile.


Le tragedie genovesi del summit dei Capi dei Governi degli 8 maggiori Paesi industriali, hanno registrato la perdita della giovane vita di un 20enne italiano idealista per mano di un coetaneo militare di leva.

Ad aggiungere frustrazione e dolore sono state le violenze gratuite di una minoranza di pochi casseurs che hanno semidistrutto il capoluogo ligure e le cui gesta sono state pagate dai moltissimi cittadini giunti a Genova per manifestare civilmente e che la polizia italiana ha finito con il fare obiettivo dei propri tentativi di repressione della violenza.

Chiunque abbia un minimo di esperienza politica nella partecipazione ai processi di cambiamento, sa che la violenza è la forma meno efficace, oltre che immorale, per condurre l’attività politica, che invece – e specie nel caso degli enormi problemi posti dallo sviluppo sostenibile – richiede intelligenza, capacità di sintesi e una creatività feconda che porti a soluzioni.

E’ stato allora un fallimento per tutti constatare che i temi dell’agenda politica siano stati praticamente omessi dalle cronache di tutti i mass-media mondiali (chi scrive, era all’estero e lo ha verificato personalmente sia in TV che sui giornali).

Ma chiunque comprenderà che è interesse oggettivo di chi inquina, sfrutta e trae vantaggio dalle ingiustizie sociali o sia in generale interessato al mantenimento dello statu quo, avere come interlocutori leader politici eletti indeboliti da un vasto movimento di protesta, a sua volta delegittimato dal ricorso alla violenza. In breve, è loro interesse far sì che le istanze dello sviluppo sostenibile siano spinte fuori dai Parlamenti, prive di rappresentanza e ridotte a forma di semplice testimonianza civile o, ancora meglio, di estremismo.

E’ la crisi dello sviluppo sostenibile.

Da un lato la sua ineluttabilità oggettiva; dall’altro l’entità e la profondità dei cambiamenti richiesti che causano in troppi circoli manageriali occidentali ed asiatici uno sgomento che preferisce l’inazione o il ricorso a vecchi metodi, piuttosto che l’avvio concreto dei processi di cambiamento.

E l’ISO 14001? E il management ambientale come vantaggio e risorsa per la creazione di valore per tutti? E la lezione di Pasquale Pistorio in STMicroelectronics? E i principi e i successi già sperimentati applicando le idee del Natural Capitalism?

Tutto dimenticato a favore delle immagini e della realtà della violenza.

Ma siamo uomini e questa è la condizione odierna: dobbiamo affrontare i problemi coinvolgendovi gli altri uomini in modo armonico, proponendo soluzioni e ricercando il consenso sociale.

Il movimento ambientalista mondiale esprime oggi il Ministro degli Esteri del Paese più importante di Europa; ha dato contributi enormi al rinnovamento del linguaggio della politica utilizzando forme creative (e pacifiche) di comunicazione che nulla hanno a che vedere con le provocazioni di retroguardia di Genova che rimandano ad anni che sono superati.

Il Times di Londra (proprietà del magnate australiano Rupert Murdoch) ha ‘coperto’ in modo particolarmente brillante il G8 in reportage che ricordavano quelli della grande stampa liberal anglosassone degli anni ’70. Il numero di domenica 22 luglio è quasi interamente dedicato agli eventi di Genova con la cronaca diretta (e sconvolgente) di quanto è successo, on-line a: http://www.sunday-times.co.uk


Dall'Italia: Grandezza e limiti del management italiano.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


Straordinaria intervista ad Ulderico Cappucci nel numero di maggio di Hamlet, la rivista dell’Associazione italiane direzione del personale (AIDP; Milano). 

Teorico e protagonista di grandi innovazioni nella gestione del personale ispirate ad una valorizzazione integrale degli individui innanzitutto nelle facoltà umane e relazionali, Cappucci inizia la carriera nella grande fabbrica elettromeccanica GGE fino a fondare nel 1977 la TESI, una società di consulenza di direzione nel campo delle risorse umane “di proprietà e cultura” interamente italiana oggi arrivata a contare 80 dipendenti e sedi nelle 2 maggiori città italiane. 

“Credo che non sia retorico -- ha detto Cappucci -- dire che abbiamo assistito a una trasformazione epocale nel contenuto del lavoro. La divisione tayloristica tra chi fa e chi pensa è scomparsa: si è alleviata la fatica nelle mansioni manuali e si è superata la scomposizione delle attività.

“Lo sforzo attuale nella fabbrica integrata -- continua il consulente -- consiste nel mettere valore nelle attività. La ricerca della produttività è intesa come utilità e vantaggio da assegnare al processo produttivo e diviene un obiettivo diffuso sia nella piccola che nella grande azienda”.

E nell’identificare il gap fondamentale della classe dirigente italiana, Cappucci fa un’osservazione che agli studenti e ai dipendenti che adesso leggono questa newsletter potrà ricordare molte delle loro esperienze di studio e lavoro: “La cultura del top manager nel nostro Paese si fonda sull'idea che guidare un'azienda significhi sostanzialmente fare strategie; l'organizzare un'azienda invece è convinzione diffusa che non faccia parte del mestiere del manager. È questo il tema principale su cui l'organizzazione dovrebbe confrontarsi”.

“E cosa vuol dire oggi organizzare?

“Organizzare vuol dire molto semplicemente -- risponde Cappucci -- rendere ripetitivi i comportamenti giusti. Organizzare vuol dire elaborare schemi di gioco, vuol dire non solo disegnare i processi ma anche mettere l'organizzazione nella testa delle persone, introdurre la disciplina nelle imprese, individuare le best practice e farle applicare; vuol dire infine, generare una relazione. L'apprendimento oggi è apprendimento di relazioni, prima di tutto”.

Ora, il nuovo standard ISO 9001 prevede esplicitamente il requisito “Risorse umane” fra quelli chiave oggetto del processo di gestione della qualità proprio con l’intento di associarvi gli altri elementi del “Gestione delle risorse” finalizzato a dare ordine e coerenza al funzionamento delle organizzazioni; e poi di migliorarlo continuamente.

E qui stava e sta, ad avviso di chi scrive, il grande vantaggio delle organizzazioni che utilizzino lo standard ISO 9001 in senso ‘ecologico’ con una documentazione snella, semplice e chiara orientata a contribuire alla creazione di valore. E qui sta la ragione per convincere manager ed imprenditori ad abbandonare il vecchio standard ISO 9001:1994 ed abbracciare rapidamente quello nuovo.

La bellissima intervista a Cappucci è on-line: http://www.aidp.it/c03b.htm


ContenutiNuova  logistica per le imprese. E Unitec fa scuola in Europa


 “Lavoravo alla Fiat dove supervisionavo le linee produttive che utilizzavano i nuovi robot -- dice l’ingegnere napoletano Vincenzo Marino -- ed ero frustrato da quanto tempo i robot stessero fermi aspettando di processare forniture che non arrivavano mai puntuali e corrette”.

Napoletano, 44 anni, Marino lascia il colosso multinazionale dell’auto italiano e fonda la Unitec. Ma invece di fondarla nell’hinterland della sua Città, trova sede ad Augsburg, nei pressi di Monaco di Baviera, cuore produttivo dell’Europa “perché -- dice  -- per lavorare a Napoli, almeno fino a qualche anno fa, o scendevi a compromessi con politici o a patti con la camorra”.

Dal Sud della Germania Unitec offre alle imprese di tutta Europa, incluse quelle dei famosi distretti italiani, la possibilità di affidare alla sua impresa la gestione completa delle forniture: “Supply chain management in outsourcing”.

L’idea è semplice quanto geniale: mettere in connessione (via Internet) aziende, anche concorrenti, che operano sullo stesso territorio e fargli condividere il magazzino abbattendo i reciproci costi passivi legati all’inutile accumulo di scorte e delegando ad Unitec la fornitura di quanto necessario  alle singole imprese parte del network che scelgono di condividere i costi (e il rifornimento) del nuovo magazzino comune.

In questo modo Unitec dà soluzione ad uno dei problemi chiavi della gestione della qualità: la logistica.

E i ritardi, gli errori e la costosa dispersione temporale, delle forniture di beni alle imprese che oggi rischia di essere il freno decisivo a uno sviluppo ulteriore delle PMI italiane che si internazionalizzano con la globalizzazione dei mercati.

E Unitec, che ha centinaia di clienti, fa scuola in Europa.

L’impresa è scelta da studenti universitari italiani e stranieri come caso di studio delle loro tesi mentre la stampa economica e manageriale di tutta Europa le dedica articoli e reportage.

“Nell’epoca di Internet -- dichiara Marino al Corriere della Sera -- abbiamo bisogno di rendere la fantasia italica più efficiente”.

Leggendo e pensando alla realtà del Sud Italia, dovrebbe meravigliarsi solo chi non sappia che il più grande avversario di una certa situazione sociale si troverà sempre là dove questa persona è nata e cresciuta.

Con Unitec e Marino, ancora una volta, un’impresa italiana e un meridionale onorano l’Italia in Europa. La logistica entra nel prossimo corso del Quality College del CNR in un modulo dedicato. Nel frattempo, c’è il sito Web dell’impresa: www.unitec.it


Relazioni: Marco Vitale. Il manager che ama il Meridione e il pensiero.


Bresciano, 65 anni, ex revisore di conti partner in Arthur Andersen, il professor Marco Vitale è un economista d’impresa con un grande interesse per il Meridione.

Noto per il suo interesse per formazione e per i giovani, si è dedicato con entusiasmo a fondare l’Università “Carlo Cattaneo” a Castellanza (Varese), non casualmente dedicata al grande teorico del federalismo italiano. Nel ’99 il presidente del Consiglio D’Alema gli affida la gestione degli ingenti fondi raccolti per gli aiuti alle popolazioni del Kosovo. Nonostante le inevitabili polemiche, l’intervento italiano è ricordato per capacità e portata. “Spendiamo molto meno dell’Onu -- dichiara al Corriere della Sera -- e abbiamo aiutato migliaia di persone”.

Vivace polemista e conferenziere, si toglie lo sfizio di scrivere lui la sua biografia che fa pubblicare sul sito Web di Palazzo Chigi:

Economista d'impresa, bresciano di nascita, milanese di residenza, internazionale per cultura e attività. Anni 63, sposato con Mimma (toscana) con due figli maschi, Luca e Nicola. Appassionato alpinista, sciatore e viaggiatore è stato sulle o intomo alle montagne dell’Alaska (McKinley), della Cordillera Real in Bolivia (Ancohuma - Illampu), della Cina (Minya Konga nelle Alpi del Sichuan), del Karakorum (Broad Peak), delle Ande Argentine (Fitz Roy, Cerro Torre); ha camminato e sciato in Islanda, Patagonia, Pakistan, India; ha percorso gran parte dell'Italia in bicicletta, un ottimo metodo per osservare lo sviluppo dell'economia per come è e non per come si dice che essa sia. In Italia il suo legame forte è con il Gruppo Ortles - Cevedale che, partendo dalla sua baita in Valfurva, ha percorso metro per metro, in ogni stagione e con ogni mezzo (rigorosamente esclusi i mezzi a motore). Ma ha anche girato a lungo la Sicilia di cui è profondo conoscitore, partendo dalla sua casa di Marettimo, che frequenta da 30 anni.

Nel tempo libero lasciatogli da tali attività, ha svolto anche compiti professionali di qualche rilievo in vari campi dell'economia d'impresa, dove il leit-motiv caratterizzante è sempre stato l'innovazione, le nuove frontiere, la modernizzazione dell'economia italiana.

Come dirigente e socio dell'Arthur Andersen & Co. dal 1962 al 1979 è stato tra i pionieri ed i principali protagonisti dell'introduzione e sviluppo della certificazione dei bilanci in Italia.

Come co-fondatore e primo presidente operativo, dal 1984 al 1992, delle società del Gruppo Arca (fondi di investimento e merchant banking), costituito da un importante gruppo di banche popolari, è stato pioniere in Italia dell'attività dei fondi di investimento e del merchant banking.

E' attualmente presidente dell'Associazione nazionale delle Merchant Bank (AIFI) e membro del comitato esecutivo della Banca Popolare di Milano. Come docente ha condotto corsi molto innovativi sui valori imprenditoriali all'Università di Pavia, alla Bocconi, all'ISTAO di Ancona, ed alla Libera Università Carlo Cattaneo, della quale è stato il principale ideatore, cofondatore e vice-presidente”.

Come titolare di una propria società di consulenza di alta direzione (Bersani - Vitale), si è dedicato soprattutto alla innovazione culturale ed organizzativa dei gruppi familiari che ha aiutato ad evolvere come importanti gruppi internazionali, pur preservando la loro caratteristica familiare, e di numerosi dei quali è oltre che consulente consigliere d'amministrazione o presidente.

Negli ultimi anni è molto impegnato nello sviluppo di valori e metodi imprenditoriali nel Mezzogiorno, dove i suoi impegni più significativi sono quelli di presidente del nuovo "terminal container" al porto di Gioia Tauro, Calabria ("ne ho approfittato per camminare sulle affascinanti montagne calabresi") e di consigliere della Società per lo Sviluppo dell'Imprenditoria Giovanile. Nel marzo 1999 è stato nominato dal Presidente del Consiglio Commissario Unico per il coordinamento e l'utilizzo dei fondi per l'aiuto umanitario ai profughi del Kosovo (Missione Arcobaleno)”.

Cattolico, studioso delle Encicliche sociali della Chiesa, si impegna anche sul fronte pubblico (presidente delle Ferrovie Nord, Assessore alle attività economiche del Comune di Milano ecc.) nel tentativo di “introdurre anche in questo mondo valori e metodi professionali e manageriali, ottenendo un mare di frustrazioni, ma anche qualche significativa realizzazione”.

Al ricordo dell’avvocato Ambrosoli a Milano, nota la presenza di un politico ex affiliato alla loggia ‘P2’ e senza esitare si dimette dall’incarico di consulente del Comune inviando una severa lettera al Sindaco di Milano Albertini.

Membro dell’Associazione per il progresso del Mezzogiorno (APROM) da sempre si interessa del Sud con interventi su giornali e in Congressi in svariate città del Meridione. Riconosce nei suoi scritti che già nel ‘200 le cronache riportavano le ‘difficoltà al commercio in queste contrade’ e vi scopre l’origine dei mali atavici del Mezzogiorno per i quali invoca la formazione di una nuova classe imprenditoriale rinnovata nei comportamenti e aperta alla cultura del mercato.

Ora, al Sud ci sono spazi, numerosi laureati disoccupati ed enormi ritardi nelle infrastrutture e nella cultura del lavoro e dell’impresa; ma sappiamo tutti che insieme agli investimenti esteri e allo sviluppo delle PMI locali, lo sviluppo del Meridione passa anche (e molto) per l’espansione geografica al Sud della nuova imprenditoria italiana fatta dalle medie imprese sorte negli ultimi 25 anni nel resto del Paese e che al Centro e al Nord non trovano più né spazio né personale.

Uomini come Vitale sono fra i pochi -- ma quanto importanti -- connazionali settentrionali che hanno saputo comprendere l’importanza del Meridione per l’Italia intera dedicandosi  fattivamente al suo sviluppo.

Il management italiano dà con Vitale e la sua opera poliedrica e versatile dedicata alla modernizzazione, l’esempio di un uomo che trova nel pensiero la fonte di ispirazione per un’azione di rinnovamento che fa del professor Vitale degno erede della migliore tradizione umanistica italiana.


Ha suggerimenti per il nostro Quality Report? Li mandi a: qualitas1998@yahoo.it

Ritiene che altre persone possano essere interessate al nostro Report? Non esiti a farlo circolare via email. Grazie per leggere il nostro Report. Ci aspettiamo di sentirla presto! 

- Qualitas1998: Il Quality College del CNR.

Nota: Le informazioni riportate in questa Newsletter sono ottenute da fonti altamente attendibili e sono state riportate accuratamente; ma né l'ICTPN né il CNR possono essere ritenuti responsabili per eventuali errori né per l'uso che di queste informazioni può essere fatto. Le opinioni riportate sono quelle del dottore di ricerca Mario Pagliaro, Responsabile del Quality College del CNR presso l'ICTPN, e non coincidono necessariamente né con quelle del CNR né con quelle dell'ICTPN.